E’ con crescente preoccupazione che assistiamo in questi giorni alle problematiche emerse riguardo alle attuazioni della ZPS nell’ambito territoriale del nostro arcipelago.
Preoccupazioni che facciamo nostre, da ponzesi, perché abbiamo piena consapevolezza storica di quanto, troppo spesso, questa comunità ha subito scelte calate dall’alto, scelte di cui non eravamo cioè soggetti attivi e propositivi, e nutriamo la forte preoccupazione che avvenga pure adesso.
E’ fuor di dubbio che c’è stato quanto meno un black-out comunicativo che ci ha portato per l’ennesima volta ad osservare da spettatori mutamenti essenziali dello sviluppo della nostra comunità.
Eppure non dovrebbe essere cosi: un’isola come Ponza come ben sappiamo noi che ci viviamo, così come i nostri ospiti più attenti e sensibili, è un microcosmo delicatissimo sia dal punto di vista ambientale che soprattutto umano, equilibrio che va salvaguardato a tutti i costi.
D’altra parte sono proprio le attuazioni delle misure di conservazione della ZPS che prevedono:
il coordinamento delle azioni tra amministrazione centrale e amministrazioni locali
il coinvolgimento delle amministrazioni locali all’interno della struttura di coordinamento
la definizione di protocolli d’intesa tra le pubbliche amministrazione per la condivisione ed applicazione dei principi generali
il coinvolgimento dei gruppi di interesse e delle associazioni di categoria all’interno della struttura di coordinamento.
Tutto ciò nell’ambito di quella sinergia d’azione universalmente accettata che prevede, ovviamente, la piena partecipazione dei soggetti interessati.
Ed infatti, le “misure di conservazione della ZPS IT6040019” recitano:
“si sottolinea la convinzione che un patrimonio naturalistico di interesse comunitario non possa essere conservato alle spese dei singoli cittadini o amministratori locali che hanno la fortuna/sfortuna di vivere nella ZPS. Al contrario l’azione delle amministrazioni centrali (regionale, nazionale e comunitaria) deve prendere in carico questa responsabilità, sia economicamente che da un punto di vista strutturale. Ciò non può che avvenire attraverso un coinvolgimento ed una partecipazione attiva e completa da parte delle amministrazioni locali e dei gruppi di interesse (agricoltori, pescatori, ecc.)”
Ciò premesso chiediamo una proroga congrua dei tempi di attuazione del programma e in concomitanza l’istituzione di un tavolo tecnico che preveda, in questa fase delicata, la concertazione tra tutti i soggetti e le categorie interessate affinchè lo sviluppo dell’isola possa essere più condiviso possibile.
Ponza, come tutte le isole minori italiane, ha una ricchezza storica ed umana che non va dispersa.
Terra di contadini e pescatori laboriosi, terra fertile, in cui sono germogliati i semi dell’Italia democratica, terra ospitale, in cui convivono sinergicamente culture ed etnie diverse.
Costruiamo insieme il futuro, nel rispetto della modernità e della salvaguardia della storia, una storia che potrebbe sembrare minimalista, ma che invece appartiene a tutti noi, all’Italia intera.
Partito democratico
Sezione di Ponza
Questa lettera è stata spedita via fax e in cartaceo all’ass. Zaratti, al ministro Prestigiacomo, al dott. Aldo Cosentino,all’assessorato all’ambiente della provincia di Latina,al sig. sindaco del comune di Ponza e a molti esponenti della nostra area politica.
Inoltre è stata messa agli atti del consiglio comunale del 24 febbraio 2010.