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Nella sua nuova enciclica, intitolata “Spe salvi”(salvati nella speranza)Benedetto XVI sostiene che la ragione “staccata da Dio” e la scienza “senza etica” non redimono l’uomo.
Il papa riconosce gli immensi benefici che la scienza ha dato all’umanità, ma: ”Non è la scienza che redime l’uomo, l’uomo è redento mediante l’amore”.
Dopo Francis Bacone ( 1561 – 1626) ( secondo il quale l’uomo può raggiungere il pieno benessere solo attraverso la scienza) la filosofia ha trasferito alla teologia il “collegamento tra scienza e prassi”. In questo modo la fede è diventata irrilevante per il mondo.Oggi quindi la “crisi della fede è soprattutto crisi della speranza cristiana” , soppiantata dalla fede nel progresso tecnico e scientifico attraverso il quale ci si illude di ritrovare il Paradiso perduto. La speranza diventa così ”fede nel progresso”. ”Ma l’uomo – spiega il Pontefice – non può mai essere redento semplicemente dall’esterno”.
Il Marxismo e l’Illuminismo, le due grandi speranze dell’uomo moderno, contrapponendosi alla visione cristiana, hanno relegato Cristo e la fede in un ambito individuale, affinché il campo della storia fosse governato solo dall’uomo e dai suoi disegni di felicità. Ma tali prospettive sono miseramente fallite.”l’Europa dell’Illuminismo – ha detto il papa – ha dovuto riflettere in modo nuovo su ragione e libertà” mentre il comunismo ha lasciato dietro di sé “una distruzione desolante” e l’errore fondamentale di Marx è stato quello di aver dimenticato l’uomo e la sua libertà: “Credeva che una volta messa a posto l’economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo”. Per il papa l’ateismo dell’Ottocento e del Novecento è stato una protesta contro le ingiustizie del mondo, ma ”Se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l’umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa e intrinsecamente non vera”. E da questa premessa sono conseguite “le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia”. Quindi, “Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza”.
Il papa infine sostiene che la questione della giustizia costituisce l’argomento più forte in favore della fede nella vita eterna, e che il Giudizio Universale esiste:
“E’ impossibile infatti che l’ingiustizia della storia sia l’ultima parola “ e, aggiunge: “La grazia non esclude la giustizia…I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato”.
Insomma:
”La vera grande speranza dell’uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio, il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora sino alla fine”. Gino Usai
2 gennaio 2008, ore 17:16
Proprio stamattina ad una manifestazione per la pace il cardinale di Napoli
ha detto: “ricordiamoci che la pace è un dono”
Allora ci viene da pensare che la guerra è un castigo? e a che servono i
pacifisti?!
Galileo Galilei, profondo credente, inventore del metodo scientifico che ha dato il via alla scienza moderna, condannato dall’inquisizione è un castigo? La scienza non crea FELICITA’
ma può risolvere problemi e può crearne altri.
Papa Wojtyla ha chiesto perdono per gli errori della chiesa riabilitando lileo Galilei e circondandosi di scienziti come Zichicchi.
Non dico dall’era della pietra, ma dalla rivoluzione copernicana la
storia umana è andata avanti producendo periodi di pace tra un armistizio
e un altro.
Ma fin dal paradiso terrestre c’è stato la manifestazione della violenza,
il buon Abele ucciso dal fratello Caino. E’ colpa dell’illuminismo, se si
sono prodotte guerre, e poi nazionalismi e le distruzioni del novecento?
Cosa deve fare l’uomo pensare e mettere in gioco il suo “Talento” o solo prega-
re e aspettare il dono?
Vincenzo Ambrosino