gen 23 2008

Convocazione

Tag:Gino Usai @ 18:38


”SIAMO GIUNTI FIN QUI: FINALMENTE
I DEMOCRATICI HANNO UN PARTITO.UNA CASA COMUNE,GRANDE E NUOVA.
ADESSO UNA ITALIA NUOVA.”
Walter Veltroni
Anche a Ponza si è aperto un cantiere: finalmente la posa della prima pietra!

SABATO,26 GENNAIO 2008, ALLE ORE17.30,PRESSO I LOCALI DEL MUSEO COMUNALE CI INCONTREREMO!
VIENI A TROVARCI ANCHE TU! L’ASSEMBLEA E’ APERTA A TUTTI!

Per l’occasione verranno distribuiti gli attestati di fondatore e fondatrice del Partito Democratico di Ponza a tutti gli elettori delle primarie del 14 Ottobre e a quanti ne faranno richiesta.
I FONDATORI DEL PARTITO DEMOCRATICO DI PONZA.

6 risposte a “Convocazione”

  1. Gigi Tagliamonte ha scritto:

    Il 26 gennaio u.s. ho partecipato all’assemblea del PD di Ponza ed ho riscontrato un atteggiamento pacifista nei confronti della destra. Lo stesso che vedo nel PD nazionale.
    Certo è che per fare la guerra occorre essere almeno in due, sembra che per evitarla basti non rispondere alle continue aggressioni da parte dell’avversario.
    In realtà la storia ci insegna che, per innescare una guerra, basta la volontà di una parte, anzi, è sufficiente che lo voglia una quota di una parte.
    Al capo della destra basta tenere alta la tensione, con attacchi ingiustificati seguiti da formali ritrattazioni; riuscendo a tenere in piedi uno stato di conflitto senza dover subire alcuna controffensiva.
    Con ciò e considerando che:
    · La legge elettorale è stata fatta esclusivamente dalla destra che, pertanto, è interamente responsabile delle conseguenze pratiche.
    · La Costituzione prevede esplicitamente lo scioglimento di uno dei due rami del parlamento.
    · Alla Camera esiste una maggioranza incontestabile.
    · Non sarebbe corretto nei confronti della Camera né dei Deputati uno scioglimento previsto solo per l’ipotesi che non possa esprimere una maggioranza.
    · È necessario dare una risposta forte a chi pretende di farsi le regole a suo.
    · C’è la necessità di far perdere l’onda a chi cerca di approfittarne.
    Occorre che il Presidente sciolga il solo Senato.
    Luigi Tagliamonte

  2. vincenzo ha scritto:

    Luigi non capisco di quale pacifismo ti riferisci e chi dovrebbe dichirare
    guerra e a chi? Il PD che non è ancora partito, non ha ancora una li-
    nea politica? In queste condizioni senza eserciti ne generali a chi, per
    esempio a Ponza ma anche a livello nazionale, dichiari guerra?
    Forse non abbiamo capito quello che è accaduto: il governo Prodi non è
    caduto a causa di spallate dell’esercito di Berlusconi ma è semplicemente
    imploso. Infatti oggi rientra in scena il vecchio modo di fare politica
    rappresentato da Dalema che è tutto dentro al Palazzo: strategia, tattica,
    temporeggiamento, governo di transizione, istituzionale ecc.
    La sinistra non ha avuto mai la forza di combattere ha dovuto sfruttare le
    facce dei moderati ex democristiani come Prodi e anche il PD è un’alchimia
    di questo tipo. Abbiamo formato nel PD l’ibrido militante ex DC e ex Comu-
    nista un alchimia che già sta in via di smobilitazione.
    Di quale pacifismo stai parlando, devi parlare che la sinistra ha perso la
    sua identità non ha uomini da spendere che riescono ad interpretare i
    bisogni della maggior parte dei cittadini e avere un grande consenso per
    governare da soli senza pasticci.
    Cominciamo a capire che i voti non si pesano ma si contano e si vanno a
    conquistare non nelle stanze dei bottoni ma tra i cittadini.
    Vincenzo Ambrosino

  3. Gigi Tagliamonte ha scritto:

    La guerra non deve dichiararla nessuno, la guerra c’è già, e la fa il capo delle destre. In questi due anni con la tecnica della scaramuccia, attacchi brevi seguiti subito dopo da una ritirata su posizioni più difendibili. Forse questo ha logorato i più marginali o inquisibili. A termine della scorsa legislatura la destra ha malamente costruito una legge elettorale disegnata per rimanere al potere, sia al governo, dove appunto non ha funzionato, sia all’interno del proprio partito garantendo l’elezione dei propri fiduciari con le liste bloccate. Se considero la quasi completa occupazione dell’informazione, credo che la democrazia italiana sia stata realmente a rischio. Sono grato a Prodi per aver interrotto questo processo, mi dispiace che dopo non abbia neutralizzato questo pericolo.
    Effettivamente non posso sostenere che possa essere più efficace una risposta bellicosa invece che una superiore noncuranza. Sicuramente questo tipo di risposta, che sembra riconoscere legittimità a queste offensive, ad alcuni, come a me, farà torcere le budella ad altri darà tranquillità e sicurezza. Toccherà alla direzione del PD stabilire se siano più gli stizziti o i tranquillizzati; forse con un sondaggio?
    La realtà è che il neonato partito deve ancora connettersi con la gente, lo starà facendo, ma deve ancora essere fatto. La strategia riguardo questa crisi sarà decisa nella “stanza dei bottoni”, ed è necessario che sia così. Forse il PD non è ancora un partito ma adesso dovrà comportarsi come tale.
    Lo sciogliere il solo Senato, cosa che i deputati avrebbero il diritto di pretendere, darebbe il tempo di consolidare le strutture e soddisfazione a chi ha voglia di contarsi.
    Per quanto riguarda Ponza, no! non c’è problema! contro il nulla non si può fare guerra.
    Luigi Tagliamonte

  4. vincenzo ha scritto:

    Ribadisco un concetto in altri termini il muro è caduto nel 89,ma se non
    bastasse c’è i vecchio detto che chi è causa del suo male pianga se stes-
    no. Il capo delle destre era fin un mese fa isolato, si è inventato il
    Partito del Popolo. Casini si è sentito per poco l’ago della bilancia.
    Il povero Fini stava perdendo tutto. Nasce Storace. Fini, Casini, si vedo-
    no con Montezemolo. Bossi fa il Pontiere.
    E a sinistra approfittano? No, si risentono le uscite giustizialiste di
    DiPietro, le fughe in avanti di Veltroni (corro da solo), le incursioni
    sulla legge elettorale alla francese mentre si lavora alla proposta Bian-
    chi; le provocazioni dei comunisti al ranocchio Dini; E poi l’immondizia
    a Napoli e infine il colpo di grazia del emerito giudice contro Mastella.
    Tutto questo ha fatto unire di nuovo la destra.
    Questa è l’anaalisi che va fatta all’interno della sinistra e non accampa-
    re scuse che ci porterebbero a commettere altri errori e ci allontanereb-
    bero definitivamente dalla realtà dei problemi della gente, di una nazio-
    ne. La Destra è di nuovo unita e forte e andrà a chiedere i voti ai
    cittadini, la Sinistra sulla base della seconda esperienza politica nega-
    tiva dovrà studiare le contromosse: sbagliare è umano perseverare è dia-
    bolico, per questo non c’è da cantare bella ciao ma c’è da andare a
    riconquistare il consenso nei quartieri, nelle fabbriche ecc.
    Come pure quando dici che a Ponza non c’è problema perchè c’è il nulla:
    bene una forza politica ha il dovere di riempire il nulla con una sua
    proposta.
    Con il tuo modo di pensare non si perdono solo le battaglie, ma anche il
    senso della realtà è si smarrisce il valore della politica che è
    quello di risolvere i problemi della gente non quello di conservare
    fortezze per la casta.
    Vincenzo Ambrosino

  5. enzo di giovanni ha scritto:

    Quest’anno Berlusconi si presenta per la quinta volta. Quasi una Signoria.
    E noi siamo ancora a discutere di berlusconismo ed antiberlusconismo.
    L’antiberlusconismo no, ma il berlusconismo, si, l’ha inventato la destra.
    Ed è stata una bella invenzione, che ha permesso di sdoganare Fini, ed ha ridato ossigeno alla destra più becera (quella fascista) e legittimato traffichini e faccendieri, o peggio, il diritto ad intrallazzare. Questo è il motivo, ad esempio, per cui un Mastella reo confesso (come definire uno che cammina con una segretaria appositamente delegata a prendere appunti delle richieste del “popolo”, perchè da piazzare non ci sono solo veline e manager ospedalieri, ma pure spazzini e giardinieri) anzichè a monetine viene preso a modello e subito santificato (al momento è l’unico ad evere la certezza di un ministero nel futuribile nuovo governo Berlusconi).
    L’errore in cui è caduto Prodi (mettiamoci dentro tutto, pur di vincere) alla fine poteva essere un non errore, visto che si è vinto per una manciata di voti, e potenzialmente persino in grado di essere vincente (in effetti in un maggioritario puro, senza le spinte centriste tipiche dell’universo politico italiano sarebbe bastato a governare).
    Tra le scelte politiche di sostanza ci metterei pure quella morale perchè è tutt’altro che di contorno.
    Il rispetto delle regole democratiche per esempio avrebbe impedito questa volutamente indecente legge elettorale, e garantito di conseguenza governabilità.
    E la precarietà, la si combatta meglio sapendo di avere una classe politica che fa del clientelarismo un cavallo di battaglia, per cui non contano capacità e professionalità ma solo l’affidarsi al padrino giusto, per cui di conseguenza, la precarietà diventa non un male inevitabile ma addirittura necessario, speculare agli interessi di bottega?
    E che dire del senso dello stato che dovrebbe imporre quanto meno il rispetto di un programma condiviso, anzichè arrivare al paradosso di etichettare come “traditore” non chi tradisce il mandato, ma chi invece lo difende a fronte della tracotanza del proprio padrino?
    Messa così, proprio la corresponsabilità politica tra destra e sinistra della deriva morale è uno dei punti essenziali della progressiva banalizzazione dei concetti di destra e sinistra. O abbiamo dimenticato che l’epopea tangentizia era divisa in quote trasversali agli schieramenti politici?
    L’antiberlusconismo lo si vince solo abbattendo il berlusconismo. Azzerandolo nei suoi teoremi.
    Proponendo un’alternativa politica che ne sia l’antitesi.
    E’ chiaro che non basta, ma se non si comincia ad erodere la capacità d’attrazione verso le destre (che purtroppo colpisce proprio una parte consistente d’elettorato potenzialmente di sinistra), come possiamo sperare di spostare l’agenda politica verso istanze che siano realmente di sinistra?

    Enzo Di Giovanni

  6. vincenzo ha scritto:

    Prodi non è uno sbarbatello nel mondo della politica, oggi è caduto per un
    tradimento centrista, ma l’altro ieri è stato il partito di governo e di
    opposizione rappresentato dal compagno Bertinotti; infatti memori di qesto
    lo hanno assiso alla presidenza della camera.
    Mi sento tranquillo quando ascolto compagni che inquisiscono i costumi socia-
    li e politici della nostra Italia, mai una parola di autocritica rimaniamo
    sempre superiori ma mai leggittimati a governare da soli. Abbiamo bisogno
    delle facce democristiane perchè ancora nel 2008 le nostre bandiere, le
    nostre rituali manifestazioni ci impediscono di capire che bisogna risolve-
    re i problemi della gente.
    Con la mossa di Veltroni la sinistra ha l’occasione di organizzarsi, di
    prospettare all’Italia il suo progetto di governo.
    Riusciranno ad unirsi i socialisti, i verdi, i comunisti e diventare forza
    di governo? Riusciranno a proporre un leader che possa farsi comprendere
    dai cittadini?
    Questo è quello che conta la sintesi per risollevare le sorti di un paese
    partendo da risollevare le sorti dei più umili, dei precari, degli operai,
    dei penisionati ecc.
    Abbiamo sempre avuto un merito quello di saperci dividere, la storia della
    sinistra è la storia delle scissioni, inutili rituali per continuare a ri-
    manere all’opposizione.

    Vincenzo Ambrosino

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