feb 13 2008

Il PD nasce per educare ed unire

Tag:Gino Usai @ 21:52

di Vincenzo Ambrosino

Nel succedersi delle generazioni può avvenire che si abbia una generazione anziana  dalle idee antiquate, come una generazione giovane dalle idee infantili che cioè manchi l’anello storico intermedio, la generazione che abbia potuto educare i giovani.

Io spero che le persone che hanno intrapreso l’impegno di dar vita al P.D. soprattutto a Ponza vogliano far parte  della generazione impegnata ad educare e soprattutto si sappiano circondare di giovani che vogliono essere educati.

Educare alla riflessione: (la società è in crisi)

Cari amici questi ultimi 15 anni hanno dimostrato che al peggio non c’è mai fine: da una parte una società chiusa nel proprio individualismo economico e sociale, dall’altra  Amministrazioni incapaci a determinare il cambiamento, hanno consumato risorse naturali, storiche, paesistiche e quindi opportunità economiche soprattutto per le nuove generazioni.

Educare all’analisi politica seria: (ricostituire i partiti)

In questi anni sono venuti a mancare quei partiti che affrontavano i problemi della società per governarli e risolverli e che comunque vivevano le scelte di andare o no, in Amministrazione, con  loro rappresentanti condividendo responsabilità con i referenti politici continentali.

Educare all’impegno politico: (la politica come servizio)

Far crescere una classe dirigente per riorganizzare la vita economica e sociale intorno al Comune.

Il Comune si deve caratterizzare quale protagonista insostituibile delle vicende economiche sociali e culturali dell’isola.

Il governo isolano deve saper assolvere alle sue specifiche funzioni che sono di:

I)   – garanzia (uguaglianza nei diritti, nei doveri e nelle opportunità di tutti i cittadini);

      – organizzazione (gestione della complessità territoriale);

      – democrazia  ( coinvolgimento della società civile);

II)  - impulso e promozione dello sviluppo economico

I )    GARANZIA-ORGANIZZAZIONE-DEMOCRAZIA:

tutto ciò presuppone una nuova capacità di programmazione da un lato e di riorganizzazione della macchina amministrativa.

Programmazione

Ponza ha più che mai bisogno di un progetto fatto di soluzioni su misura per salvaguardare il “nocciolo duro” della attuale residenza e soprattutto ha bisogno di un grande progetto di “gestione” dell’isola e delle sue risorse umane, storiche, culturali, pesistiche e ambientali.

Solo un progetto di gestione è quindi fonte di occupazione diretta e continuativa nel tempo per i residenti nell’isola.

Organizzazione della macchina amministrativa

Il Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri e poi i Dirigenti di settori, gli Impiegati, i Vigili, gli Operai dovranno essere, in base alle loro competenze, coinvolti in un impegno sempre più gratificante; si lavora al servizio di una comunità e la vera rinascita si potrà realizzare se ognuno darà il proprio convinto contributo per sviluppare il progetto.

Migliorare la “COMUNICAZIONE” che deve diventare esplicita, puntuale e trasparente degli atti e progetti amministrativi per dare e ricevere fiducia all’interno della collettività.

Riqualificazione dei servizi, produrre una carta dei servizi al cittadino e renderla operativa.

Valorizzare e responsabilizzare l’operato dei vigili per renderli efficaci sul territorio nell’azione di controllo, di indirizzo, di vigilanza, di repressione.

II) IMPULSO E PROGRAMMZIONE DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Sul ristrettissimo territorio isolano si affollano varie competenze istituzionali: Comune, Provincia, Regione, Ministero della Marina Mercantile, dei Beni Culturali, dei Lavori Pubblici, dell’Ambiente, della Protezione Civile, della Difesa e così via.

In uno spazio così limitato quale quello isolano non esiste intervento che non riguardi contestualmente molte competenze spesso contrapposte tra loro.

Il Comune, diretta espressione dei cittadini è sostanzialmente bloccato in ogni sua iniziativa.

Per tanto lo sviluppo dell’economia locale determina la richiesta di interlocutori istituzionali sensibili e attenti quali Provincia e Regione in primo luogo.

Comune, Provincia e Regione devono interagire per guidare lo sviluppo e stimolare l’innovazione.

La programmazione, l’individuazione di obiettivi concreti, la valutazione dei risultati, il controllo sulla gestione devono diventare la metodologia di azione delle istituzioni suddette.

Le isole  Ponziane visitate e apprezzate da migliaia di cittadini d’estate, sono una particolarità sociale e paesistica per cui merita una maggiore attenzione politica, programmatica, finanziaria da parte della Regione Lazio.

L’azione pubblica per l’isola, deve essere riferita ancora alla realizzazione, al potenziamento, alla manutenzione, alla trasformazione di strutture e servizi: trasporto marittimo, servizio sanitari, sistema energetico, sistema di approvvigionamento idrico, condotta idrica e fognaria, smaltimento delle acque reflue, depuratori, smaltimento rifiuti solidi urbani, portualità.

A queste problematiche che si trascinano da decenni vanno integrati e finanziati gli interventi che riguardano la ristrutturazione e la valorizzazione del territorio.

Politica del territorio e ricerca di “NUOVA OCCUPAZIONE” devono essere l’impegno categorico primario dell’Amministrazione.

E’ fondamentale e non più rinviabile riscrivere una nuova Legge Regionale a circa 30 anni di distanza della Legge 12 settembre 1978, n.53, concernente il finanziamento del Progetto denominato “ISOLE PONTINE”.

La nuova Legge, deve essere riferita ad una proposta programmatica precisa nelle sue finalità, per definire procedure e metodi che ne consentano una più rapida attuazione.

Ancora una volta lo spirito che deve promuovere una nuova Legge Regionale deve essere quello di

SALVAGUARDARE innanzitutto la RESIDENZA per conservare le isole patrimonio di “ROMA CAPITALE” e più in generale dell’UMANITA’.

Conclusioni:

Il PD nasce oggi e le condizioni politiche sono quelle che sono sotto ai nostri occhi.

Il partito non ha avuto il tempo di costruire il nuovo, non ha avuto il tempo di educare. Nella riunione pubblica Gino responsabilmente ha detto che la situazione di crisi dell’isola dovrebbe vedere tutti gli uomini di buona volontà intorno allo stesso tavolo; ma purtroppo ad un mese dalla presentazione delle liste i candidati sono scesi in pista e nessuno ritiene di dover fare un passo indietro e rivedere le proprie posizioni.

Il Partito, di questa dichiarata volontà dei protagonisti, ne prende atto, per questo non può permettere a nessuno di farsi “tirare” per la giacca, gentilmente deve rifiutare gli inviti da qualunque parte provengano, al di là delle proposte più o meno allettanti.  

Il partito nasce per unire, per progettare il futuro mettendo a disposizione della comunità, le capacità dei suoi militanti a partire dal coordinamento di Ponza ma coinvolgendo nelle future scelte il Partito a tutti i livelli a cominciare dalla Regione Lazio.

Spero che il messaggio del PD sarà questo: lavoreremo con tutti quegli uomini e donne che vogliano superare le velleità e le ambizioni individuali; Ponza ha bisogno di comportamenti responsabili e il Partito vuole educare a essere responsabili.

Collaboreremo con la nuova amministrazione per costruire un Comune all’altezza delle sue funzioni sociali ed economiche.

                                                                                                        Vincenzo Ambrosino

5 risposte a “Il PD nasce per educare ed unire”

  1. ponzese83 ha scritto:

    Non credo che siano quelle le idee del partito caro Vincenzo…. indagherò…..sono rimasto perplesso veramente da alcun comportamenti poco scaltri!

    Emilio Aprea

  2. vincenzo ha scritto:

    Caro Emilio, questo Partito deve ancora accendere i motori; deve ancora
    eleggere un coordinatore, per cui sono tutte posizioni individuali. Anche
    io, parlo dall’esterno senza avere aderito, lo faccio perchè ritengo di
    avere maturato una certa esperienza, non credo nell’improvvisazioni.
    Credo al contrario che la vostra azione debba essere incoraggiata; Credo
    anche che i partiti devono essere rinnovati, soprattutto quelli di destra
    che lo debbano fare i giovani è una necessità, che lo debbano fare in
    questo momento mi sembra una forzatura. Il comitato deve farsi le ossa,
    deve costruirsi una sua idea di futuro e poi non deve avere paura di osare.
    I Partiti sono strumenti che vanno suonati dai quali può nasccere una
    melodia o una strobazzata stonata. Hai usato il termine scaltro, mi piace
    la gente che usa questi termini perchè presuppone ragionamenti che hanno
    tempi e strategie. Vi seguo a debita distanza, ma vi sto seguendo.
    Vincenzo Ambrosino

  3. assunta scarpati ha scritto:

    Un pò delusa Vincenzo…sai bene perchè parli molto con i membri del partito che non ci sono posizioni”individuali”….
    E poi mi sembra si stia uscendo un pò fuori dalle righe….indagini,
    strombazzate….alla ” fine della fiera’’sembra che il partito non pesti i piedi a nessuno,anzi…
    E’ verissimo che il partito è in formazione ma è altrettanto vero che abbiamo una linea,abbiamo eletto il coordinamento e finora c’è stato un valido coordinatore…pazienza…
    Ci giudicherai in corso d’opera…
    Assunta Scarpati

  4. enzo di giovanni ha scritto:

    Bè, cari amici… Che dire? E’ veramente singolare che dall’esterno si riesca a giudicare il senso e l’indirizzo di un partito in formazione. Complimenti per l’acume!
    Parlando seriamente: non posso che confermare quanto detto da Assunta. All’interno del partito vi è un comune sentire (del resto, Vincenzo, sai benissimo che la mia area di riferimento è sempre stata un’altra, e che non sarei mai entrato nel pd se non avessi avuto ampie garanzie al riguardo…).
    Ovviamente non abbiamo ancora prodotto atti esterni, ma ciò non vuol dire che il DNA non vi sia, anzi. Nè tantomento le strategie.
    Emilio: io e te non ci siamo parlati finora su questi argomenti. Preferisco sempre lo scambio dal vivo, ma in attesa che ciò avvenga, rimane il fatto che stai scrivendo sul sito di un partito accennando a comportamenti e indagini di cui non comprendo nè il senso nè la necessità: al contrario, è proprio nella trasparenza che si rafforza la partecipazione alla vita politica di persone e gruppi organizzati. Se hai qualcosa da dire, fallo su questo spazio, visto che è stato aperto proprio a tal scopo, altrimenti lasci la sgradevole sensazione di essere uno che razzola nel torbido, proprio come quei professionisti dell’inciucio che a parole dite di contestare. Visto che voi “giovani” volete rappresentare il rinnovamento, fatelo nei fatti…
    O forse devo pensare che i tanti messaggi che ho inviato sul vostro sito (orgoglio ponzese) siano rimasti “non a caso” senza repliche?

    Enzo Di Giovanni

  5. vincenzo ha scritto:

    Cara Assunta, per esempio secondo me una strombazzata è nata con i parti-
    ti di destra scegliendo quei coordinatori. Educatore invece è il Partito
    che sa farsi capire. Se il giovane amico vuole indagare è forse perchè
    non ha compreso qualcosa e un buon educatore spiega di nuovo con altre
    parole la lezione. Ma a parte questa strana dietrologia a qualcosa che
    probabolmente non conosco perchè non presente all’interno ne del gruppo
    giovani ne del PD è più importante dibattere quello che io ho detto in
    questo articolo: IL PD CHE FA NEL PROSSIMO FUTURO?. Io ho proposto che non
    ci sono i tempi e le condizioni. Questo è quando e smettiamola di deluder-
    ci o di offerderci sul nulla. Io sono convinto che sono sempre i professori
    a sbagliare mai gli alunni!

    Vincenzo Ambrosino

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