mar 30 2008

Il puzzle

Tag:Enzo Di Giovanni @ 22:04

 di Vincenzo Ambrosino

Ho letto da qualche parte, che quello che un bambino sarà da grande lo capisci dalla reazione davanti al suo primo puzzle: se si appassiona e lo completa in tempi accettabili, al 99% sarà un adulto affidabile; se butterà tutto all’aria, invece, ci sono ottime possibilità che da grande, faccia lo stesso pure con il lavoro, la famiglia, gli impegni pubblici ecc.

 

In questo gioco-passatempo è fondamentale avere tutti i “pezzi” per comporre un’immagine, ma se questi non vengono incasellati nelle giuste posizioni le immagini si possono solo intravedere, intuire, ma non certo concretizzarsi.

 

Ho letto alcuni programmi per le amministrative comunali e noto che in alcuni casi: sono degli elenchi di cose da fare, che cercano di adeguarsi al gusto culturale e individuale dell’elettore: questi programmi sono senz’altro da scartare! In altri casi invece si nota proprio l’incapacità di ordinare il puzzle di idee per cui alla fine non si intravede la “figura d’insieme”.

 

Nessuna persona seria chiede ai candidati e soprattutto in campagna elettorale, di entrare nei particolari delle loro idee, ma quello che non vediamo è la razionalità di incasellare le idee secondo un ordine logico strutturato che da la consapevolezza di una visione organica, storica, culturale della realtà isolana.

 

Vedete Ponza non è nata oggi, vi sono state esperienze amministrative e queste devono fare scuola: quelle negative devono essere scartate quelle positive portate avanti.

 

Se è riconosciuto da tutti che l’amministrazione del 1975/80 è stata la migliore è perché aveva delle qualità umane e organizzative particolari: democrazia interna da una parte; rapporti forti con la regione Lazio dall’altra che hanno dato vita alle leggi regionali.

Possiamo avere ottime intenzioni per produrre una amministrazione democratica ma come facciamo ad avere rapporti forti con la Regione?

 

Tutti affermiamo che il turismo ha creato ricchezza ma ha distrutto l’isola fattoria, e gli equilibri naturali!

Che fare: continuiamo a essere ipocriti dicendo che vogliamo rafforzare l’economia turistica, essere competitivi, salvare la residenza invernale, quindi il lavoro, creare nuova occupazione il tutto condito da “un’ elevazione del livello culturale” e poi se qualcuno ci chiama ambientalisti ci ritiriamo indietro come le lumachine nel proprio guscio?

 

Ripeto, non nasciamo oggi e non ci dobbiamo inventare niente di nuovo basta prendere le idee buone del passato e renderle organiche in modo che il puzzle venga eseguito:

inseriamo la democrazia e l’entusiasmo collettivo e le relazione regionali del 75/85; con le competenza degli assessori del 85; i progetti Castalia del 88/93; la SeGePo rivista e corretta del 93 e vedrete che l’immagine si completa.

 

Queste esperienze fatte, abbozzate, alcune andate bene altre andate male costituiscono i pezzi di un PUZZLE di idee che se incasellate in modo organico dimostrano che si ha veramente le idee chiare per prospettare il cambiamento al contrario ci troveremo ad osservare pensieri e idee che si rincorrono come “il gatto che si morde la coda”.

 

Vincenzo Ambrosino

 

 

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