giu 02 2008

S. Erasmo

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di Gino Usai

Durante la persecuzione di Diocleziano (243-313) , Erasmo, vescovo di Antiochia, venne arrestato, e  posto nel carcere in catene, ma un angelo lo liberò e lo condusse a Ochrida,  nell’odierna Bulgaria, a quattro giorni di viaggio da Smirne.

Erasmo fu interrogato e torturato, ma, ancora una volta, un angelo sciolse le sue catene e gli ordinò di raggiungere il porto di Durazzo per imbarcarsi. Da lì raggiunse Formia, dove venne catturato e poi martirizzato con lo sventramento dell’intestino avvolto ad un argano.

Fu sepolto dal vescovo formiano Probo, nei pressi dell’anfiteatro. Quando nel corso dell’842 le orde  saracene  si abbatterono sulle coste del Lazio, i formiani per non farlo cadere in mani sacrileghe, traslarono le sue reliquie a Gaeta e le nascosero in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. S.Erasmo fu così proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie.

 Nell’813 i saraceni avevano già devastato Ponza e messo in fuga  i monaci benedettini che custodivano gelosamente il sepolcro di S. Silverio. Anche i monaci di Ponza per non far cadere i resti di S. Silverio nelle mani dei barbari,  traslarono le sue reliquie in S. Alesio a Roma.

Ancora oggi i fedeli  invocano S. Erasmo per guarire le malattie dell’intestino, poiché nel martirio gli furono strappate le viscere. I marinai e i pescatori lo ritengono protettore del mare e un tempo lo veneravano con il nome di Elmo.

 Il 29 Aprile 2008, dopo circa 400 anni, il nuovo Arcivescovo di Gaeta mons. Fabio Bernardo D’Onofrio ha ordinato una ricognizione dell’urna contenente le reliquie di S. Erasmo, posta nella cripta della Cattedrale di Gaeta.

Così, venerdì 30 Maggio 2008, in pompa magna, le reliquie di S. Erasmo, raccolte nel prezioso sarcofago di marmo, sono state riportate a Formia, dopo 1200 anni.

Una processione immensa, animata dagli  sbandieratori di Minturno e con il sindaco di Formia in testa, ha accompagnato la statua di S. Erasmo alla banchina  ”Azzurra” per accogliere le reliquie del santo, giunte da Gaeta con la goletta “Sant’Elena”, scortate dai cavalieri di Malta e dalle autorità  militari. L’applauso della folla e un’intensa batteria di fuochi pirotecnici hanno accolto lo sbarco dell’Arcivescovo D’Onofrio con l’urna del santo. La processione ha poi raggiunto in fiaccolata, sul fare della sera, tra canti e preghiere, la chiesa di S. Erasmo.

Dopo due giorni di pellegrinaggio alle reliquie del Santo, domenica 1 Giugno alle 19, il popolo di Formia in  processione  ha accompagnato dalla Chiesa di S. Erasmo verso la banchina “Azzurra” le spoglie del Santo Patrono. Qui il sarcofago è stato nuovamente imbarcato  sulla goletta “S. Elena” per far ritorno in Cattedrale, seguita dalla motonave della Caremar stracolma di fedeli, con le autorità civili e militari al seguito.

Si è conclusa così un’intensissima cerimonia religiosa che ha visto ritornare dopo 1200 anni le spoglie di S. Ersamo a Formia, sul luogo del martirio.

 Il dipinto in basso raffigura Erasmo, vescovo di Formia, mentre subisce il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano nel 303 d.C.

Il dipinto  raffigura Erasmo, vescovo di Formia, mentre subisce il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano nel 303 d.C.
Il pittore rappresenta il martire in primo piano, un sacerdote che indica la statua di Ercole (l’idolo pagano che Erasmo aveva rifiutato di adorare subendo per questo il martirio sulla pubblica piazza), un soldato romano a cavallo incaricato dell’esecuzione, il carnefice che estrae l’intestino facendolo arrotolare intorno a un argano da marinai, un frammento di architettura classica e angeli che scendono verso la vittima recando la palma e la corona, simboli del martirio. Tale composizione divenne un vero e proprio prototipo per le successive rappresentazioni di episodi di martirio.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’urna di S. Ersamo sta per fare ritorno nella Cattedrale di Gaeta a bordo della goletta “S. Elena”.

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