lug 20 2008

Giornata Mondiale della Gioventù

Tag:Gino Usai @ 20:36

Il Papa alla GMG

Benedetto XVI ai 500 mila giovani radunati a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù ha detto:

“Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte (…) Vedono la povertà e l’ingiustizia e desiderano trovare soluzioni(…) Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l’esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all’ambiente naturale dall’avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri”.

“L’uomo conta più dell’ambiente”. Il papa ha messo in evidenza il rischio di assolutizzare l’impegno in difesa della natura perdendo di vista che quello che conta di più: la vita e la dignità dell’uomo, posto da Dio come “vertice del creato”. Per il  papa “le ferite che segnano la superficie della terra: l’erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo” non devono farci perdere di vista che “non solo l’ambiente naturale, ma anche quello sociale, ha le sue cicatrici; ferite che stanno a indicare che qualcosa non è a posto. Anche qui possiamo incontrare un veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono e distorcere lo scopo per il quale siamo stati creati”.

“Violenza come divertimento in tv e su internet”. “Gli esempi abbondano, come voi ben sapete (…) Fra i più in evidenza vi sono l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento”.

“Grembo materno luogo di violenza indicibile”. Dobbiamo chiederci “quale posto hanno nelle nostre società i poveri, i vecchi, gli immigranti, i privi di voce. Come può essere che la violenza domestica tormenti tante madri e bambini? Come può essere che lo spazio umano più mirabile e sacro, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile? (…) Senza una profonda riflessione sull’innata dignità di ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale non si comprendono le preoccupazioni per non violenza, sviluppo sostenibile, giustizia e pace, cura ambiente (…) Il nostro cuore e la nostra mente anelano a una visione della vita dove regni l’amore e dove l’identità sia trovata in una comunione rispettosa. Sia questo il messaggio che voi portate da Sydney al mondo”.

“C’è chi vorrebbe lasciare Dio in panchina”. “Vi sono molti, oggi, che pretendono che Dio debba essere lasciato in panchina e che la religione e la fede, per quanto accettabili sul piano individuale, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici (…) questa visione secolarizzata tenta di spiegare la vita umana e di plasmare la società con nessun riferimento al creatore”, anche se “si presenta come una forza neutrale, imparziale e rispettosa di ciascuno, in realtà, come ogni ideologia, impone una visione globale (…) Se Dio è irrilevante nella vita pubblica  allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio, e il dibattito e la politica riguardanti il bene comune saranno condotti più alla luce delle conseguenze che dei principi radicati nella verità (…) Quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il bene comincia a svanire. Ciò che ostentatamente è stato promosso come umana ingegnosità si è ben presto manifestato come follia, avidità e sfruttamento egoistico.

Ai giovani Benedetto XVI ha lanciato un appello contro “l’indifferenza”, la “stanchezza spirituale”, il “cieco conformismo allo spirito di questo tempo“. A loro ha chiesto di essere “profeti” e dare vita a una “nuova generazione di cristiani” per la “edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta”, in modo da potersi opporre al “deserto spirituale” che nelle nostre società convive con la “prosperità materiale”.

Il Papa ha auspicato la nascita di una nuova era, nella quale sia protagonista “un amore non avido ed egoista, ma puro, fedele e sinceramente libero, aperto agli altri, rispettoso della loro dignità…”. “Una nuova era – ha aggiunto il Pontefice – nella quale la speranza ci liberi dalla superficialità, dall’apatia e dalla chiusura che mortificano le nostre anime e avvelenano i rapporti umani”.

La prossima Giornata mondiale della gioventù si svolgerà a Madrid nel 2011. Gino Usai

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