lug 21 2008

L’altro ‘68

Tag:Gino Usai @ 12:32

La primavera di Praga

Nel corso degli anni Sessanta in Cecoslovacchia si cominciavano a percepire segni di crescente malcontento verso il regime comunista.   Alexander Dubček, eletto nel gennaio del 1968 segretario generale del PCC, colse questi segni di malcontento ed avviò una politica di riforme con l’intento di realizzare nel paese un  “Socialismo dal volto umano”, Il progetto era di mantenere il sistema economico collettivista affiancandovi una maggiore libertà politica (con la possibilità di creare partiti non alleati al partito comunista), di stampa e di espressione. Tutte queste riforme furono sostenute dalla grande maggioranza del paese, compresi gli operai. Ciononostante questa politica di riforme venne vista dalla dirigenza sovietica come una grave minaccia all’egemonia dell’URSS sui paesi del blocco orientale, e quindi come una minaccia alla sicurezza stessa dell’Unione Sovietica. La Cecoslovacchia, era al centro dello schieramento difensivo del Patto di Varsavia e una sua eventuale defezione non poteva essere tollerata in periodo di Guerra Fredda. La dirigenza sovietica dapprima usò tutti i mezzi diplomatici possibili per fermare o limitare le riforme portate avanti da Dubček , poi, vista l’inutilità di questi tentativi diede inizio all’invasione militare.

La stagione delle riforme ebbe bruscamente termine nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968, quando una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati invase il paese. Il grosso dell’esercito cecoslovacco, forte di 11 o 12 divisioni, obbedendo ad ordini segreti del Patto di Varsavia, era stato schierato alla frontiera con l’allora Germania Ovest, per agevolare l’invasione e impedire l’arrivo di aiuti dall’occidente.

Simbolo della resistenza anti-sovietica di Praga divenne lo studente in filosofia Jan Palach, il quale aveva fondato un gruppo politico antisovietico, e in segno di protesta per l’invasione  il 16 marzo 1969 decise di cospargersi il corpo di benzina in piazza San Venceslao a Praga, appiccando il fuoco con un accendino. Morì tre giorni dopo. Ai funerali parteciparono 600 mila persone provenienti da tutto il Paese.

Tra le dichiarazioni trovate nei quaderni di Jan Palach, spicca la seguente: “Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l’onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana. Noi esigiamo l’abolizione della censura e la proibizione di Zpravy (“Zpravy vuol dire “Notiziario” – il giornale delle forze d’occupazione sovietiche). Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s’infiammerà“.

Dopo il crollo del comunismo e la caduta del Muro di Berlino, la sua figura fu rivalutata: nel 1990 il presidente Václav Havel gli dedicò una lapide per commemorare il suo sacrificio in nome della libertà. Oggi, molte associazioni studentesche, anche di sinistra, lo ricordano come una persona morta in nome dei suoi ideali, e non sono pochi i circoli di giovani dedicati a Jan Palach.

Francesco Guccini, gli dedicò una canzone intitolata Primavera di Praga in cui il giovane studente viene paragonato al famoso pensatore e riformatore religioso boemo Jan Hus condannato per eresia e bruciato sul rogo nel 1415.

Primavera di Praga

antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita:
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga.

Ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce.

Son come falchi quei carri appostati;
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.

Quando la piazza fermò la sua vita
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,

quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano
Ján Hus di nuovo sul rogo bruciava
all’orizzonte del cielo di Praga.

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra denti;
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti;

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava:
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga.

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava:
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga.

Gino Usai

4 risposte a “L’altro ‘68”

  1. Marco75 ha scritto:

    Complimenti per questo bellissimo articolo, e complimenti per il blog. Auguro i migliori successi al PD di Ponza. Io sono vice-coordinatore del PD di Savignano sul Rubicone (FC)[a 12 km da Rimini] e capogruppo di maggioranza in consiglio comunale. Il 3 agosto verrò per la prima volta sulla Vostra bellissima isola. Auguri ancora di cuore e spero un giorno potremmo fare un bellissimo gemellaggio.
    Cari Saluti e buon lavoro.
    Marco Pazzaglia
    marco@centopassi.it

  2. Assunta Scarpati ha scritto:

    Benvenuto tra noi! Saremo felici di conoscerti…a presto!

  3. mminutello ha scritto:

    vedo Ponza emersa dal mare come un incanto, delicata, mutevole, aspra, invecchiata precocemente, ferma mentre le onde la trastullanno e i cicli della vita ne risaltano i profili cambiati dall’uomo,un approdo chiassosso nei periodi estivi, abbandonata poi per il resto dell’anno.

  4. Assunta Scarpati ha scritto:

    Ciao mminutello….Io vivo Ponza 12 mesi l’anno e ti assicuro che non è cosi…ben venga l’estate che ci permette di lavorare per poter vivere ma durante l’inverno Ponza vive di colori,silenzi e atmosfere bellissime che ogni isolano conosce e ama…i nostri problemi sono di varia origine e natura ma sicuramente sono comuni a tante altre piccole realtà..
    Ehm…cortesemente firmati nome e cognome,lo chiediamo a tutti i frequentatori del sito per trasparenza…grazie…

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