set 09 2008

Fiori rosa fiori di pesco

Tag:Gino Usai @ 15:56

Il 9 settembre del 1998 all’età di 55 anni moriva, dopo grave malattia, Lucio Battisti.

Oggi ricorre il decennale della sua scomparsa, e il cantautore viene ricordato in tutta Italia, con libri, antologie musicali, programmi televisivi e iniziative culturali.

Noi lo vogliamo ricordare come il cantante della nostra meravigliosa gioventù. Quando  negli anni Settanta, nel Juke-box del bar di Giulio con cento lire selezionavamo tre canzoni, una era sempre “La canzone del Sole” . Le sere d’estate, intorno ad un falò sulla spiaggia di S. Antonio o di Chiaia di Luna, la cantavamo in coro con una chitarra scordata. Questo avveniva in un tempo lontano quando S. Antonio e Chiaia di Luna erano spiagge libere e non ci erano state ancora espropriate. I versi li conoscevamo a memoria, e a cantarli a squarciagola intorno al fuoco eravamo solo ragazzi, perché nel 1972 a Ponza  le ragazze a quell’ora erano già a casa: “Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi/ le tue calzette rosse/e l’innocenza sulle gote tue/due arance ancor più rosse/e la cantina buia dove noi, /respiravamo piano/e le tue corse l’eco dei tuoi no, “

Quanta delicatezza in questi versi! Esprimevano un mondo in cui i giovani, pur impegnati a tentare di trasformare il mondo, sapevano incontrarsi e sognare intorno a un fuoco, con tre semplici accordi e una dolce poesia.

Eppure, noi giovani “rivoluzionari” appassionati di musica pop, che impazzivamo per i virtuosismi della chitarra di Jimi Endrix in “Hey Joe“, per il mug degli Emerson Lake and Palmer, per il rok duro dei Led Zeppelin, e per le astrazioni psichedeliche dei Pink Floyd, restavamo turbati di fronte a versi come: ” Oh mare nero, oh mare nero, oh mare ne../ tu eri chiaro e trasparente come me/…”

E questo dimostra che non è vero che le canzoni di Battisti erano “disimpegnate”. Noi giovani amavamo profondamente canzoni come “La Locomotiva” di Guccini, perché la nostra ragione ci portava a credere fortemente che innalzando la “fiaccola dell’anarchia” avremmo potuto sperare in un mondo più giusto e umano; ma “Il mio canto libero” annullava la ragione e ci colpiva direttamente al cuore:Nasce il sentimento/ nasce in mezzo al pianto/ e s’innalza altissimo e va/ e vola sulle accuse della gente/ a tutti i suoi retaggi indifferente/ sorretto da un anelito d’amore/ di vero amore”

La nostra generazione ha sognato e ha sperato, ha sbagliato e ha disperato, avendo però la fortuna di avere come sottofondo musicale le meravigliose canzoni di Lucio Battisti, che ci hanno reso il mondo più sopportabile. E per questo dal profondo del cuore oggi gli diciamo: GRAZIE!

Non so se i giovani di oggi con migliaia di Wat di musica techno nelle orecchie sorde riescano ancora ad emozionarsi. A noi bastava pizzicare una chitarra e sussurrare intorno a un  fuoco: “Emozioni”.

Questi giovani hanno tutto, forse troppo. Ma sicuramente gli mancano  i fiori rosa, i fiori di pesco.

Gino Usai

2 risposte a “Fiori rosa fiori di pesco”

  1. ANDREA MURATORE ha scritto:

    Caro Gino, sto provando ad immaginare tutti voi davanti ad una falò e le note della chitarra di Mariano! Altri tempi vero? Comunque volevo dirti che tra le canzoni del momento e le varie INNOCENTI EVASIONI, PENSIERI E PAROLE ETC anche mia figlia Emi preferisce ascoltare i successi del grande Lucio oltre che della PFM o LE ORME. Mi devo preocupare? Mia moglie scherzando mi da del ”vecchio” e che non posso sempre vivere di ricordi.Ciao e ancora ”Grazie Lucio”. Salutoni anche al grande Mariano. Ciao…. Andrea

  2. Gino Usai ha scritto:

    Caro Andrea,
    ma che vecchi d’Egitto!
    Io nello
    spirito mi sento giovane come un tempo ,
    e nel fisico non va malaccio.
    Qualcuno in campagna elettorale
    ha apostrofato la mia generazione
    come quella dei “cinquantenni falliti”.
    La critica veniva da giovani rampanti,
    nuovi potentati economici in formazione
    in cerca del potere politico,
    giovani che non hanno conosciuto, purtroppo,
    le “Innocenti evasioni”. E si vede!
    I ricordi, poi, vanno mantenuti sempre accesi:
    sono la nostra vita!

    Se Emilia preferisce Battisti
    alla musica rap un motivo ci sarà:
    Battisti sa parlare anche al suo cuoricino,
    la musica rap le stona le orecchie.
    Un caro saluto,
    Gino Usai

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