set 14 2008

Salvatore il postino

Tag:Mariano Picicco @ 22:43

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SALVATORE IL POSTINO

Spedire una lettera non è un’operazione molto complicata.
Beh, prima dovete aver scritto la lettera, ovvio; ma dopo basta che la pieghiate infilandola in una busta che va chiusa per bene; poi vi manca da scrivere l’indirizzo e… non dimenticate il francobollo, mi raccomando. Se per attaccarlo lo leccate sul retro, vi resta il sapore in bocca. A questo punto la lettera può iniziare il suo viaggio mentre voi iniziate ad aspettare la risposta


Che sia una lettera d’amore, una lettera di protesta, una lettera che parte da un ufficio o una banca, una lettera per chiedere un posto di lavoro o per chiedere scusa: per spedirla dovete fare le stesse cose. E tutte le lettere, ma anche le cartoline, le buste grandi o quelle piccole che vanno bene per gli auguri, proprio tutte, vanno dentro quella cassetta rossa, sul muro della piazza, con su scritto: POSTE.

Semplice, no? Spedire una lettera non è difficile. Ma dopo … vi siete mai chiesti cosa succede dopo?

Dopo si mettono all’opera molte persone, in posti diversi, con orari strani talvolta; si organizzano le spedizioni con grandi sacchi, si raccolgono le lettere divise per città, si fanno i mucchietti per quartiere e via.
E in tutto questo lavoro viaggiano uomini, treni, camion e …. biciclette. Sì, fino a non molto tempo fa, per portare una lettera a casa di chi doveva riceverla, si mettevano in viaggio anche le biciclette.


Salvatore è un postino e usa la bicicletta. La usa per andare all’ufficio postale, la mattina presto, a prendere il suo carico di lettere, pacchetti e cartoline da consegnare nella zona che gli è stata affidata. E poi, sempre in bicicletta, parte per le consegne.

Salvatore si occupa della zona del centro di Ponza.

 Pioggia o sole, estate o inverno, Salvatore il postino fa il suo giro, ogni mattina, per consegnare ciò che gli è stato affidato. Questo è il suo mestiere, ed è un lavoro che richiede puntualità e precisione.

 
Ma quest’uomo, con la bicicletta di colore nero come il carbone e le parti cromate sempre tirate a lucido, la borsa di cuoio fissata davanti al manubrio, quest’uomo magro, con gli occhi chiari, che pedala alla periferia del paese …. lui non è proprio un postino come tutti gli altri.

 Per Salvatore questo mestiere è un compito speciale e fin da bambino ha sognato di fare il postino. Se c’è una lettera che deve arrivare, una notizia da portare, una casa da raggiungere Salvatore si sente fiero di far arrivare quella lettera.
“E’ questione di fiducia” – dice sempre – “chi spedisce una lettera e chi la attende devono sapere che si possono fidare di me. E io faccio il mio dovere: porto le parole a destinazione, là dove devono arrivare, con le notizie belle e anche quelle meno belle.”
I suoi colleghi lo prendono un po’ in giro, perché a forza di fare bene il suo mestiere Salvatore finisce di consegnare la sua posta sempre dopo di loro.


Viene il momento in cui Salvatore non ha più l’età per lavorare e, come succede in questi casi, va in pensione.


Proprio in questi anni il lavoro dei postini inizia a cambiare: niente più bicicletta ma uno scooter bianco per fare le consegne, al posto della borsa di cuoio una grande scatola di plastica con coperchio fissata sul portapacchi posteriore e al posto delle solite divise, i postini iniziano a indossare delle giacche con strisce gialle fosforescenti. Ma – per quel che ci interessa nella nostra storia – del mestiere di postino cambia soprattutto il modo di gestire il tempo e le ore di lavoro. Anche nella professione del consegnare la posta, come in altri lavori, l’orologio inizia a farla da padrone: bisogna fare presto, consegnare le lettere rapidamente e bisogna farlo con poche persone. Non sempre fare bene le cose è considerato importante come un tempo.

 
Salvatore appartiene a un’altra categoria di persone e in fondo è stato davvero fortunato a poter lavorare a modo suo, facendo bene il suo mestiere, ma senza fretta. 
 
Salvatore talvolta prende la sua bicicletta, ancora buona, e fa un pezzetto del suo vecchio giro di postino. Torna nelle strade che ha percorso per tanto tempo, fermandosi da Ernesto, oppure da Totonno e così via.
Ma Salvatore, postino in pensione, si dedica soprattutto a far arrivare le lettere agli indirizzi giusti e far viaggiare i postini fino alle case dove è molto utile portare buone “parole a destinazione”, come dice lui. Questo è diventato lo  scopo importante per le sue giornate, ora che è in pensione.

 
Nel periodo della vita che somiglia un po’ all’autunno, Salvatore col suo cuore e la sua fantasia, inventa un bellissimo modo di vivere come fosse “primavera”, la stagione migliore per i postini.


E se vorrete scrivergli, Salvatore sarà molto contento di ricevere una vostra lettera. Gliela porterà il postino giovane, con lo scooter e la giacca a strisce fosforescenti.

Mariano Picicco

 

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