nov 28 2008

La scommessa di vivere in una piccola isola

Tag:Mariano Picicco @ 19:34

di Silverio Lamonica

 

La scommessa di vivere in una piccola isola.

 

Leggo sul Messaggero di Latina di oggi 27.11.08 (pag.35) :

PARTORIENTE TRASPORTATA DA PONZA IN ELICOTTERO”

Tanti auguri alla mamma e al figlio.

L’elicottero ci è familiare, nei casi difficili guai se non ci fosse.

 

Eppure vivere a Ponza, come in un’altra piccola isola è una sfida quotidiana e questo argomento è stato già trattato ampiamente proprio in questo sito, a proposito della “razionalizzazione della rete scolastica della Gelmini”. Anche nelle piccole isole e nei comuni di montagna “la legge dev’essere uguale per tutti e tutti devono concorrere al risparmio”, così si esprimono Donna Gelmini, il Prof. Tremonti ed un certo Cavaliere…)

 

Certo, di questo passo, come è già stato detto proprio in questo sito, le piccole isole si spopoleranno quasi del tutto, perché mantenerle in piedi costa allo Stato. A questo punto lo Stato le potrebbe “cartolarizzare”, cedendole magari agli sceicchi arabi, forse si starebbe tutti un po’ meglio. Ma costerà sempre di più a chi, per nascita e per scelta, decide di rimanervi anche in autunno ed inverno. Così, in tanti, fanno questo ragionamento: “nella piccola isola mi faccio la primavera e l’estate, a fine settembre, col bottino che ho raggranellato, oppure con la magnifica tintarella presa, me la filo e chi si è visto s’è visto; non mi va trascorrervi l’autunno e l’inverno, non mi va restare, a che pro? Se mi viene un mal di pancia rischio di brutto, se vi mando i figli a scuola, rischiano di fare cinque, se non quattro giorni alla settimana di lezione, perché i docenti spesso restano bloccati a Formia a causa del cattivo tempo, e poi tutto costa più caro…”

 

Si può invertire una tale tendenza?

 

Forse si.

 

Nella seconda metà degli anni 70, nel corso della mia prima esperienza amministrativa, proprio da Ponza partì l’idea di associare tutte le isole minori e il primo convegno si tenne a Lipari, si ottennero diversi risultati che non sto qui ad elencare. Forse allora si commise l’errore di annoverare tra le piccole isole anche Elba, Ischia e Capri che avevano ed hanno necessità ben diverse dalle isole Pelagie, Ponziane, Tremiti ed altre analoghe. Ma questo è un discorso a parte.

 

Mi risulta che l’Associazione funziona ancora.

Ma se funziona, perché i risultati non sono poi tanto soddisfacenti?

 

Mi chiedo ancora, l’Associazione Isole Minori:

 

1) Ha chiesto di recente allo Stato di porre delle deroghe al ridimensionamento scolastico? Con quali risultati? Ed anni addietro ha chiesto di fornire mensa e libri gratuiti, specie agli studenti con reddito medio basso? Prevedere una particolare indennità ai docenti presenti in aula, se non tutti i giorni o in tutte le ore di lezione assegnate, almeno al 95%, per l’intero anno scolastico, oltre, ovviamente, a premiare i meriti riferiti alla didattica ?

 

2) Ha chiesto allo Stato di prevedere significative agevolazioni fiscali per gli isolani, ivi comprese le aziende che vi operano, obbligandole a reinvestire i capitali accumulati in loco?

 

3) Ha chiesto allo Stato e poi alle varie Regioni di competenza di istituire servizi di medicina preventiva nelle varie branche, in maniera tale che si prenda l’elicottero il meno possibile?

 

4) Ha chiesto allo Stato un regime tariffario particolare in fatto di energia elettrica, gas e telefono, oltre a significative agevolazioni nel trasporto delle merci in maniera tale da limitare i prezzi nella vendita al dettaglio?

 

Potrei continuare, ma mi fermo qui.

 

Forse i quattro punti sopra elencati potrebbero essere sufficienti a rendere un po’ più accettabile la permanenza nelle piccole isole, senza sperare che arrivi lo sceicco.

 

Se chi di dovere nicchia, come molto probabilmente può accadere in questa circostanza, ci sono varie forme civili e legali di lotta.

 

Però GUAI rassegnarsi.

 

 

 

 

Ponza,lì 27.11.2008 SILVERIO LAMONICA

 

 

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