dic 03 2008
“Poveri” pensionati!
Di Mariano Picicco
Poveri pensionati!
E’ vero che 40 euro al mese non si buttano…sempre soldi sono! Quasi 1,33 euro al giorno che diviso per tre (tanti sono i componenti in media in una famiglia) fanno quasi 0,44 centesimi a testa!
Con 0,44 cent puoi comprare un panino e ti avanzano quasi 0,14 cent per comprare qualche altra cosa! Ma che cosa? Forse solo una caramella.
Il governo Berlusconi ha pensato bene, in questo momento di crisi, di aiutare questi poveri pensionati. Si, ho detto bene: poveri! Perchè per avere questo sussidio mensile bisogna essere veramente poveri. Infatti bisogna avere un certificato ISEE che attesti di avere un reddito annuale che non superi i 6.000 euro con 65 anni di età, oppure 8.000 con 70 anni di età.
E fin qui potrebbe essere ancora una cosa normale.
Il bello viene, quando il povero pensionato, oltre ad essere povero, ha la sfortuna di vivere a Ponza.
Il povero pensionato, dopo aver appreso la notizia, convinto di aver avuto un aumento di pensione di 40 euro al mese, fiducioso ,si reca all’ufficio postale (così è stato comunicato in televisione). Ma qui incominciano le sorprese, perchè all’ufficio postale gli spiegano che in realtà non si tratta di un aumento, ma di una CARTA ACQUISTI da usare per fare la spesa o per pagare la bolletta della luce o del gas.
Come fare per avere questa benedetta carta?
Semplice: basta andare in un ufficio CAF e chiedere il certificato ISEE.
Sorpresa delle sorprese, a Ponza non esiste un ufficio CAF! Arriva forse, se è buon tempo e l’aliscafo parte, un impiegato. Ma solo il giovedi mattina, dalle ore 10,00 alle ore 13,00.
Bisogna quindi aspettare il giovedi e recarsi in un ufficio del Comune per parlare con il suddetto funzionario.
Altrimenti bisogna rivolgersi (credo a pagamento) a un commercialista. Oppure recarsi addirittura a Formia. Attenzione! Senza dimenticare i modelli CUD, che sono necessari per ottenere il certificato ISEE e non fare un viaggio a vuoto.
Se si è scelto di svolgere la propria pratica con l’impiegato del CAF che viene a Ponza, bisogna aspettare almeno una settimana, perchè tanto è il tempo che ci vuole.
Dopodichè, il povero pensionato, ottenuto finalmente il certificato,dopo aver compilato tutta la modulistica che Berlusconi gli ha inviato a casa, può finalmente recarsi all’ufficio postale e ottenere, sicuramente, dopo aver fatto una “piccola fila”, la sua bellissima CARTA ACQUISTI, di colore azzurro, con tanto di banda magnetica da strisciare nei POS dei migliori negozi dell’isola e dopo aver digitato il PIN (codice segreto) fare la sua spesa. Il governo però , prima di mettere i soldi sulla scheda (al momento della consegna alle poste la scheda è VUOTA) deve prima visionare tutta la pratica e stabilire se il pensionato HA DIRITTO.
Sorpresa delle sorprese, forse a Ponza non esiste nessun negozio convenzionato, per poter utilizzare la carta…
Auguri!
Mariano Picicco



3 dicembre 2008, ore 17:09
Qualche commento da altri siti:
Domanda: perche’ a queste persone, sotto la soglia di povertà non e’ stato semplicemente inviato un assegno non trasferibile o detto di ritirare detto assegno presso la posta?
Perche’ non ti danno del denaro ma una possibilita’ di fare acquisti!
Con i soldi, io incapiente, posso anche: metterli da parte, pagarci una multa o le bollette arretrate, inviarli a mio figlio/a che potrebbe essere nella stessa condizione, …
Invece, con la card, posso solo fare acquisti.
Facciamo ripartire l’economia partendo dai piu’ poveri?
Il denaro e’ anonimo: valore al portatore.
Con la card devo dichiarare a tutti i negozianti che sono un povero.
Un modo per fare promozione dell’intervento del governo?
Aggiungo un ultimo dettaglio: le carte NON sono sicuramente gratis: qualcuno le ha prodotte, ed hanno sicuramente un costo che va a gravare sempre sul bilancio statale. Quanto costeranno? 20 – 30 centesimi l’una? Valeva la pena spendere questi soldi?
3 dicembre 2008, ore 17:11
Ancora un altro commento:
Sono arrabbiatissima!
Mi scuso innanzitutto di occupare un tuo spazio, ma mi piacerebbe molto poter esporre con dati di fatto, quanto sia solo “fumo negli occhi” questa carta acquisti o meglio, come veniva chiamata ai tempi di guerra, “pane con la tessera!.
Vi è tuttavia una differenza: mentre la tessera pane, (a quel che mia nonna raccontava) veniva data a tutti i poveri a prescindere se fossero pensionati o meno, la “moderna” carta acquisti, dovrebbe essere rivolta, principalmente, ai pensionati.
Non a tutti però! Se ad esempio abbiamo un pensionato con pensione minima (500 x 13^ mens.= 6500) ed ha un’età inferiore a 70 anni, niente carta acquisti!
Se ci troviamo davanti ad un nucleo familiare di due pensionati (marito e moglie) che abbiano entrambi pensioni minime ed un’età Se pur avendo raggiunto 70 anni, ma per disgrazia, anche uno solo di essi abbia avuta riconosciuta una pensione di invalidità, ecco che il reddito (pur non essendo la pensione di invalidità soggetta ad imposta) viene aumentato. Si supera, così, il limite degli 8.000 € imposti ai pensionati > di 70 anni.
Già giovedì scorso, ad occhio e croce mi ero detta: la carta spesa non l’avrà neppure 1% dei pensionati… e chi pensionato non è e non ha figli Aspetto adesso che mi si chiariscano alcuni aspetti del BONUS… perchè se è come penso io o almeno come ho interpretato il decreto, ci saranno tantissimi che continueranno a morire di fame o sperare nella “colletta alimentare”
Scusa l’intrusione.