dic 10 2008

PD Regione Lazio: obiettivo 100 mila iscritti.

Tag:Mariano Picicco @ 18:13

 

Partito Democratico Lazio

 

Carissime e carissimi,

il progetto del Partito Democratico è nato e ci vede impegnati per dare al nostro Paese quel profilo di innovazione riformista di cui l’Italia ha bisogno.

La crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo in questi ultimi mesi e che ci coinvolgerà nel prossimo anno, sta decretando il fallimento di una egemonia culturale neoliberista che ha dominato negli ultimi decenni.

Eppure un grande vento di cambiamento sta soffiando sul mondo intero. L’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti D’America fa crescere la speranza e ci conferma che il mondo cambia.

 

 

Il Partito democratico vuole quindi raccogliere questa sfida e crescere per ridare all’Italia lo slancio verso il futuro.

 

Importanti appuntamenti elettorali del 2009 ci dovranno vedere tutti impegnati:

 

  • Le elezioni politiche europee fondamentali per riconsegnare all’Europa un ruolo più forte e autorevole.

  • Oltre un milione di cittadini chiamati al voto nel Lazio per rinnovare la scelta per le Province di Frosinone, Latina e Rieti e oltre 170 comuni.

 

L’obiettivo allora è contribuire a costruire e far crescere il Partito Democratico nella nostra regione per raggiungere i 100 MILA ISCRITTI AL PD.

A questo scopo lunedi 15 dicembre ci incontreremo con i circoli del Lazio per lanciare la campagna di tesseramento dal titolo “la differenza la fai tu”.

 

L’Assemblea dei circoli è convocata per LUNEDI 15 DICEMBRE alle ore 17,30 presso il CENTRO CONGRESSI FRENTANI, via dei Frentani 4 a Roma.

Parteciperanno il Presidente della Regione MARRAZZO i Presidenti delle Province Mazzoli, Melilli, Scalia, Zingaretti e il segretario nazionale del PD WALTER VELTRONI.

 

 

Roma 3 dicembre 2008 Un caro saluto

Roberto morassut

Segretario regionale PD LAZIO

 

 

 

WWW.pdlazio.it

5 risposte a “PD Regione Lazio: obiettivo 100 mila iscritti.”

  1. Gigi Tagliamonte ha scritto:

    Occorre una costituente

    È sotto gli occhi di tutti che gli obiettivi sono sempre più calibrati, per averne di migliori occorre una spinta propulsiva maggiore. Mi è capitato di ascoltare in una registrazione Vittorio Foa che raccontava della costituente repubblicana per percepirne la forza che ebbe.

    Proposta
    La proposta è un’assemblea costituente eletta dagli iscritti, esclusivamente da chi vuole essere nel partito; deputata a stabilire principi e regole condivise.
    Una costituzione che non sia condizionata dal contingente e che dia le regole di come arrivare alle scelte senza prefigurarle, se non nel rispetto dei principi.
    Una costituzione che sia fondata su un sistema di valori condiviso; sia quelli che hanno unito, sia quelli che possano essere fondamenta per una società migliore.
    Dare una struttura democratica al partito è indispensabile per costruire una società democratica.
    Il partito, intanto, deve mantenere efficace ed evidente il suo ruolo di opposizione, oppure di governo nelle realtà locali, senza che l’attività costituente e le attività legislativa ed amministrativa si condizionino reciprocamente.
    A tale scopo appare utile che gli incarichi ordinari di partito non siano compatibili con quelli costituenti, invece, sarà utile che ogni dibattito sia aperto a tutti.

    Vantaggi
    Un vantaggio è quello di liberare il partito, almeno in parte, dallo scontro mediatico con una maggioranza dotata di una superiorità numerica dei mezzi televisivi e giornalistici e anche economici.
    Il dibattito deve essere pubblico e capillare ma le scelte devono essere riservate solo a chi vuole essere nel partito.
    Non si potranno accettare contributi da chi vuole conservarsi indipendente, da chi si dichiara alleato e, ancora di più, dagli avversari.
    Costruire insieme le regole impegna ad accettarle molto più di un giuramento di adesione o la sottoscrizione di un modulo.
    Altro motivo per farlo è che, purtroppo, c’è il tempo; sei mesi per eleggere i membri e due anni per scrivere principi, norme e regolamenti.
    Questa attività deve dotare il partito di una costituzione o manifesto, che stabilisca quali sono i principi che ogni regola deve rispettare, poi le regole su come formare gli organi, condizioni ed incompatibilità per farne parte.
    Regole di comportamento per gli iscritti e per chi ha un mandato.
    Il partito dovrà quindi essere dotato di un regolamento esaustivo che stabilisca se, come e quando di ogni attività, ma anche la capacità di mantenere il contatto con l’evoluzione economica e sociale che ci sarà a venire.
    L’eco di questo dibattito dovrà raggiungere ogni Italiano e lasciargli la percezione della costruzione collettiva di un organismo trasparente,
    intimamente in contatto con ogni iscritto fino al più distratto, attento al più titubante dei simpatizzanti, in grado di ascoltare anche chi non sa o non può partecipare.

    Garanzie
    Occorre decretare come provvisorio ogni atto regolamentare fin qui prodotto, per assicurare una base di partenza neutra .
    Affinché questa assemblea funzioni e produca una Costituzione, che permetta a forze di provenienza diversa di lavorare uniti per il progresso della società, occorre garantirgli una costante indipendenza dalle contingenze della politica che possono occorrere, fossero anche improbabili elezioni anticipate.
    Mancando la conoscenza di nuovi strumenti tutti tendiamo ad usare i vecchi ma il problema non è l’ignoranza delle norme è la necessità di costruirle insieme. Così, come fu costruita insieme la Costituzione Italiana, occorre costruire la struttura di questo nuovo partito in modo che ciascuno senta di avervi preso parte.
    Luigi Tagliamonte

  2. tommaso ha scritto:

    Caro Gigi,
    Condivido la tua analisi,come sempre molto attenta e in linea con le
    aspettative dei militanti e/o simpatizzanti Vorrei poter invece credere
    che i principi guida che hai espresso fossero oggetto di attenta,rifles
    sione da parte dei nostri dirigenti……del circolo di Ponza.
    Un caro saluto.

  3. Ferrucci Giuseppina Anna ha scritto:

    E’ triste vedere ciò per cui si è creduto, lottato e fortemente voluto, ridotto a quella misera cosa che è oggi. Un partito assente, imbavagliato, svuotato delle sue peculiarità e caratteristiche principali.
    Ma ciò che più fa rabbia è la domanda: Perché ? A cosa serviva, tutto ciò?
    Era proprio necessario che un neo partito dovesse fare quella scelta ? Cosa ha ottenuto nell’immediato, ma ancora di più, cosa otterrà nel futuro?
    L’unica risposta è NIENTE !!!!!!!!!
    O forse c’è un’altra risposta, si è distrutto quella già poca credibilità che questo partito riscuote generalmente nel nostro territorio.
    Non sono un profeta, ma è facile prevedere che nelle prossime tornate elettorali l’attuale maggioranza voterà compatta il centro destra e cosa farà il partito democratico? La curiosità mi spinge addirittura ad ipotizzare lo scenario che vedremo alle Regionali del 2010? Qualcuno pensate si adopererà per riconfermare Marrazzo?
    E’ certo che queste cose poi andranno spiegate ai dirigenti territoriali del partito, si dovranno analizzare le strategie e i risultati ottenuti.

    Scusatemi per questo sfogo troppo a lungo sopito, ma la mia è stata un’appartenenza sincera e leale, e vedere oggi l’amico Di Giovanni doversi barcamenare tra fascisti, monarchici e neo borbonici, mi turba non poco.

    Cordialmente

    Francesco Ambrosino

  4. Enzo Di Giovanni ha scritto:

    Caro Franco,
    innanzitutto ti ringrazio per il contributo, prezioso a maggior ragione in una fase difficile come quella attuale (a scanso di equivoci mi riferisco alla situazione del PD sia a livello nazionale che a livello locale, ma non solo: è tutta la politica per definizione ad essere in crisi, a mio avviso).
    La scelta del PD di entrare nell’attuale maggioranza è frutto di una serie di passaggi, a cui in parte hai partecipato tu stesso, che credo sia inutile adesso ripercorrere nella loro dinamica: basti dire che tale scelta è scaturita dal confronto tra gli iscritti, e votata a maggioranza.
    La scarsa credibilità di cui parli, continuo a pensare che sia legata non a questo partito, ma alla “casta” dei partiti, come è di moda adesso etichettare chiunque si occupi in maniera organizzata di politica. Altrimenti, come spieghiamo il fatto che la destra ed in particolare forza italia, che da sola raccoglie mediamente oltre il 60% delle preferenze ad ogni tornata elettorale, non riesca ad organizzarsi in uno straccio di circolo?
    Certo, il fatto che il PD abbia ufficialmente appoggiato la lista che attualmente amministra Ponza non è piaciuta a tutti, non è un mistero. Ma è stata avallata, appunto, da ampia maggioranza tra gli iscritti. Quelli che si sentono vicini al PD, che hanno partecipato alle primarie, e non hanno approvato la nostra scelta amministrativa, farebbero bene a chiedersi prima di ogni altra cosa in quale maniera hanno esplicitato il loro impegno, e in che misura vorranno farlo per il futuro.
    Un partito non è un recinto soffocante, ma un cantiere aperto dove far confluire idee e dove tracciare una linea più condivisa possibile.
    Noi abbiamo pensato di poter dare il nostro contributo dall’interno di un’amministrazione civica (certo, tendenzialmente di destra: ma come abbiamo visto è una tendenza dell’intero paese, non certo dell’attuale amministrazione): se riusciremo a far si che il nostro impegno si traduca in opere ed azioni politico-amministrative significative e di prospettiva, avremo raggiunto il nostro scopo.
    Tutto qui.
    In un paese come il nostro, in un momento come questo, conta rimboccarsi le maniche: si può farlo dall’opposizione, ma si può, magari con maggior costrutto, farlo dall’interno di una un’amministrazione.
    Per quanto riguarda le pregiudiziali politiche con cui concludi il tuo intervento: guarda che nel gruppo con cui collabori attualmente vi sono elementi molto più a destra di quelli con cui mi “barcameno” io quotidianamente, per loro esplicita ammissione, e lo sai benissimo.
    La differenza è che, mentre “Ponza c’è”, per bocca di suoi autorevoli esponenti ha bocciato da subito l’intesa con un partito costituito (il nostro), la lista civica di cui faccio parte ha al contrario da subito accolto positivamente il confronto. Inutile dire che questa diversa impostazione è stata decisiva per le attuali scelte di campo.
    Questo è il passato. Per il futuro vedo la necessità sempre più urgente di costruire una comunità migliore, su questo non ci sono dubbi.
    Per questo, non vedo “avversari”, anche se mi rendo conto che a Ponza, un paese tragicamente, storicamente diviso “a prescindere”, non si usa ragionare così, di solito.
    Per questo, a maggior ragione, mi fa doppiamente piacere la tua partecipazione a questa discussione.
    A presto

    Enzo Di Giovanni

  5. Ferrucci Giuseppina Anna ha scritto:

    Apprendo con piacere che qualcuno visita il blog, credevo che questo indirizzo fosse solo un luogo per nostalgici sopravvissuti come me.
    Caro Enzo, apprezzo il tentativo ma non riuscirai certamente a convincermi. La mia appartenenza al partito, all’epoca dei fatti, era di gran lunga superiore alla tua e a molti altri degli iscritti. La tua apparizione all’interno del partito è avvenuta all’incirca nel mese di febbraio a circa un mese dalla presentazione delle liste. Io so benissimo che la scelta di confluire nella lista, di cui tu oggi fai parte, non fa una naturale dinamica evoluzione bla, bla, bla, ….. ma una vera e propria strategia pianificata a priori.
    Una scelta opportunistica, una scelta motivata da valutazioni di carattere personale, di cui forse neanche eri a conoscenza. Mi dispiace, rivangare il passato, ma il passato ha un valore, almeno per me. Sono ancora in attesa di una risposta ad un mio commento lasciato su questo blog in data 02 Aprile 2008 ( Elezioni Politiche 2007) . Il vostro coordinatore o ex coordinatore, non ha sentito il dovere di darmi una spiegazione a quanto io chiedevo, si è limitato a sparlare di me in giro e a mostrarsi risentito in ogni nostro incontro.
    Un comportamento bizzarro se non si avesse nulla da nascondere, viceversa normale per chi volesse celare qualcosa.
    La mia lettera precedente come questa d’altronde, si limita a porre delle valutazioni di carattere politiche. Mai e poi mai mi importerebbe di valutare l’operato di Enzo o altro, in questa sede, come singolo cittadino. Lo stesso però pretendo da te, non puoi certo girare la palla dicendomi che il Comitato che oggi presiedo ha degli esponenti di destra, non è un mistero e non è certo un problema. Io non debbo dar conto a nessuno, tu invece devi dar conto a un partito, a degli iscritti, a dei semplici simpatizzanti, ma anche e soprattutto a dei dirigenti territoriali.

    Ti chiedo scusa ancora una volta dello sfogo, sono sicuro, già per il fatto che interagisci con chi ti scrive, che ciò che fai, lo fai con convinzione e abnegazione e approfitto per salutarti e augurarti buon lavoro, con l’auspicio che tu da amministratore ed io da oppositore possiamo costruire un futuro diverso e migliore per questa isola.

    Francesco Ambrosino

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