dic 06 2009
CHESTE E’ SANTE STA IURNATE…
“…Assunta…Assù…jamme a mammà…è ora…”
BRRR…che freddo…era difficile uscire dal letto…con le mani tiravo via le coperte fino a far uscire il viso…poi in un sol colpo mettevo i piedi nelle pantofoline e zitta zitta andavo in cucina…Mamma era li, sulla sedia vicino alla porta del balcone…io bevevo il latte caldo mentre lei mi teneva abbracciata…aspettavamo di sentire….dal piazzale della chiesa la voce forte e possente degli uomini si sentiva chiaro chiaro…
” cheste è sante stà iurnate
è a Madonna Immacolata..
Arricuordete oi punzese,
chiste è u iuorne i 8 i mese…
Oi Madò chesta iurnate,
je te l’agge cunsacrate….”
Non c’erano tante luci per strada allora e le luminarie natalizie erano poche…si limitavano a qualche sparuto albero di Natale che si accendeva e si spegneva all’interno di poche finestre ma quel canto illuminava il cuore e l’anima…noi avevamo un filo di luci a sfera tutto colorato che Mamma aveva portato dall’America che si accendeva a intermittenza…che ridere se ci penso..per metterlo bisognava collegarlo a un trasformatore…anche lui portato dall’America…e si accendeva il giorno dell’Immacolata,cioè quella sera…
Bene…dopo che le voci si allontanavano bisognava vestirsi con gli abiti della festa:ricordo che avevo un cappottino blu con le rifiniture rosse che mi piaceva tanto…pantaloni blu e cappello di lana rossa con la pallina…dopo esserci preparate scendevamo dalla nonna,anche lei già pronta e preparata di tutto punto con la macchinetta napoletana sul tavolo:il tempo del caffè per lei e Mamma e si usciva…
Scendevamo a piedi da Capobianco…sento ancora il profumo di quelle passeggiate: a Dicembre l’aria è pungente e fredda, sà di muschio e terra bagnata,di argilla…
L’alba sorrideva sul mare quando arrivavamo fuori la chiesa… entravamo in silenzio e la nostra Immacolata era li,bella e sorridente come una donna vera…restavo incantata a guardarla,come oggi d’altronde…
Andavamo alla prima messa perchè poi la mattinata si passava in cucina a fare i tagliolini per il ragù,la parmigiana e le “nocchette” che per l’occasione erano ripiene di crema e marmellata…
Ancora oggi dopo tanti anni il rito si ripete…alle 5 meno un quarto sono alla finestra per ascoltare…spesso non vado a dormire per non perdere quell’emozione che mi fa rabbrividire e venire le lacrime agli occhi…e quando esco per andare a messa mi sento felice,
come la bimba di tanti anni fa.
Assunta Scarpati


11 dicembre 2009, ore 15:35
E’ una tradizione bellissima e sentita. Da quando ho lasciato Ponza da Parroco, non sono mai più riuscito a parteciparvi… spero in futuro di partecipare. Cara Assunta, grazie che ci ricordi queste belle cose…
12 dicembre 2009, ore 1:40
Ciao padre Natalino! Sei sempre il benvenuto! Vieni a trovarci!