mar 21 2010
LETTERA A EMMA BONINO
Gent.ma On. Emma Bonino,
come dal precedente contatto telefonico Le invio materiale utile al fine di mettere a fuoco le problematiche inerenti l’isola di Ponza.
Ponza è una comunità di circa tremila residenti che vive essenzialmente di turismo e di qualche attività tradizionale ma ormai esclusivamente di supporto a quella primaria (pesca, agricoltura, edilizia).
Il turismo stesso vive una fase di profonda crisi, vuoi per la congiuntura economica sfavorevole, vuoi per problemi strutturali cronici (la mancanza di strutture sanitarie degne di tal nome che interessano ovviamente la popolazione residente ma anche i circa 20.000 visitatori estivi giornalieri, i collegamenti di trasporto marittimo con la regione, a cui si spera che la nascente “Laziomar”possa portare migliorie, scuole fatiscenti, assenza di strutture ricreative e culturali- musei e laboratori-che oltre a promuovere una migliore qualità di vita possano consentire di allargare la sfera di interesse turistica valorizzando le evidenze storiche ed archeologiche di cui Ponza è ricca, ecc.) fenomeni questi acuiti dalle problematiche emerse la scorsa estate a proposito del blocco dei pontili che hanno ridotto drasticamente la presenza del turismo nautico.
In particolare comunque, in questa fase, sono due le emergenze all’ordine del giorno:
a) un riassetto portuale che consenta la disciplina e la sopravvivenza delle attività nautiche (noleggiatori di natanti e di imbarcazioni da turismo, servizi essenziali in un’isola in cui le spiagge raggiungibili da terra sono pressoché inesistenti). Al momento, infatti, manca una zonizzazione portuale, strumento indispensabile per esercitare tali attività che per essere realmente ed efficacemente attuato abbisogna della piena sinergia tra istituzioni (Comune, Ministero dei Trasporti e Regione), sinergia che manco a dirlo finora è mancata. Di conseguenza c’è il concreto e forte rischio che nella prossima stagione estiva molte di queste attività non possano essere esercitate dal momento che le nuove applicazioni normative prevedono spazi demaniali in concessione.
b) La questione ZPS
Le Zone a Protezione Speciale, sono istituite con due direttive della comunità europea, la 79/409, sinteticamente denominata “uccelli” che prevede la salvaguardia di specie volatili selvatiche minacciate, e la 92/43 denominata “habitat” che prevede la salvaguardia di specie faunistiche e floreali selvatiche minacciate.
Ogni stato membro della Comunità Europea ha individuato al suo interno, su base regionale, i siti che rivestono importanza comunitaria, e tra essi figura l’arcipelago ponziano, istituito nei primi anni 90 con la siglia “ZPS IT6040019”.
All’interno di questi siti si è tenuti a cercare un equilibrio produttivo tra la presenza antropica e le attività ad essa collegate, e la salvaguardia delle specie di cui sopra.
In sostanza, la presenza di una ZPS, contrariamente ad un’area protetta sensu 394/91, non fa
scattare “automaticamente” divieti o “norme di salvaguardia predefinite” quali ad esempio il
“divieto di caccia” o il “divieto ad edificare”, ma obbliga esclusivamente al mantenimento in uno
stato di conservazione adeguato degli habitat e delle specie per cui il sito è stato individuato.
In particolare nella nostra ZPS sono state di recente formulate le “misure di salvaguardia specifiche” che purtroppo in questo momento non disponiamo in versione multimediale, ma che sarà nostra premura inviare entro domani.
Quello che ha fatto scattare preoccupazione nella nostra comunità non è tanto l’identificazione del territorio con una ZPS, dal momento che larghi strati della popolazione sono sempre più consapevoli che la protezione del proprio habitat è necessaria in un ambito delicato come il nostro, quanto piuttosto che le misure di attuazione di tale piano stiano avvenendo senza la necessaria concertazione con la comunità locale, come dovrebbe essere, per responsabilità al momento non ben chiare.
In allegato, Le invio copia di una nota che come circolo abbiamo inoltrato a vari esponenti della nostra area politica ed a soggetti amministrativi:
E’ con crescente preoccupazione che assistiamo in questi giorni alle problematiche emerse riguardo alle attuazioni della ZPS nell’ambito territoriale del nostro arcipelago.
Preoccupazioni che facciamo nostre, da ponzesi, perché abbiamo piena consapevolezza storica di quanto, troppo spesso, questa comunità ha subito scelte calate dall’alto, scelte di cui non eravamo cioè soggetti attivi e propositivi, e nutriamo la forte preoccupazione che avvenga pure adesso.
E’ fuor di dubbio che c’è stato quanto meno un black-out comunicativo che ci ha portato per l’ennesima volta ad osservare da spettatori mutamenti essenziali dello sviluppo della nostra comunità.
Eppure non dovrebbe essere cosi: un’isola come Ponza come ben sappiamo noi che ci viviamo, così come i nostri ospiti più attenti e sensibili, è un microcosmo delicatissimo sia dal punto di vista ambientale che soprattutto umano, equilibrio che va salvaguardato a tutti i costi.
D’altra parte sono proprio le attuazioni delle misure di conservazione della ZPS che prevedono:
il coordinamento delle azioni tra amministrazione centrale e amministrazioni locali
il coinvolgimento delle amministrazioni locali all’interno della struttura di coordinamento
la definizione di protocolli d’intesa tra le pubbliche amministrazione per la condivisione ed applicazione dei principi generali
il coinvolgimento dei gruppi di interesse e delle associazioni di categoria all’interno della struttura di coordinamento.
Tutto ciò nell’ambito di quella sinergia d’azione universalmente accettata che prevede, ovviamente, la piena partecipazione dei soggetti interessati.
Ed infatti, le “misure di conservazione della ZPS IT6040019” recitano:
“si sottolinea la convinzione che un patrimonio naturalistico di interesse comunitario non possa essere conservato alle spese dei singoli cittadini o amministratori locali che hanno la fortuna/sfortuna di vivere nella ZPS. Al contrario l’azione delle amministrazioni centrali (regionale, nazionale e comunitaria) deve prendere in carico questa responsabilità, sia economicamente che da un punto di vista strutturale. Ciò non può che avvenire attraverso un coinvolgimento ed una partecipazione attiva e completa da parte delle amministrazioni locali e dei gruppi di interesse (agricoltori, pescatori, ecc.)”
Ciò premesso chiediamo una proroga congrua dei tempi di attuazione del programma e in concomitanza l’istituzione di un tavolo tecnico che preveda, in questa fase delicata, la concertazione tra tutti i soggetti e le categorie interessate affinchè lo sviluppo dell’isola possa essere più condiviso possibile.
Ponza, come tutte le isole minori italiane, ha una ricchezza storica ed umana che non va dispersa.
Terra di contadini e pescatori laboriosi, terra fertile, in cui sono germogliati i semi dell’Italia democratica, terra ospitale, in cui convivono sinergicamente culture ed etnie diverse.
Costruiamo insieme il futuro, nel rispetto della modernità e della salvaguardia della storia, una storia che potrebbe sembrare minimalista, ma che invece appartiene a tutti noi, all’Italia intera.
Partito Democratico Ponza
RingraziandoLa per l’attenzione riservataci, le confermiamo tutto il nostro sostegno e la nostra stima, apprezzando il Suo interesse che sappiamo rivolto alla nostra isola.
Restiamo a disposizione per qualsiasi comunicazione Voglia riservarci.
Buon lavoro.
Assunta Scarpati – PD Ponza
Info: 338-8041766
Email: assunta.scarpati@virgilio.it

