giu 25 2010

APPELLO DEI PARROCI DON RAMON E PADRE SALVATORE: PROGETTO PER LA RINASCITA DI PONZA.

Tag:assunta silveria scarpati @ 1:42

I parroci di Ponza uniti in appello «per
un progetto organico di rinascita».
Con questo intento hanno scritto una
lettera al presidente della regione Lazio
Renata Polverini, al presidente
della provincia di Latina, Armando
Cusani, al sindaco di Ponza, Pompeo
Rosario Porzio. «Ogni anno chiediamo
a San Silverio di mettere una
parola buona per superare le difficoltà
che l’isola di Ponza e i suoi abitanti
incontrano – si legge nella lettera a
firma di Padre Salvatore Maiorana e
Don Ramon Fajardo -. San Silverio fa
quello che può e infatti ogni anno
veniamo a ringraziarlo, ma da qualche
tempo sembra dirci che anche noi
dobbiamo fare qualche cosa. I problemi
di Ponza sono noti: spopolamento
urbano e disorientamento dei giovani,
degrado del territorio e della sua agricoltura,
cattiva manutenzione, rapina
delle bellezze dell’isola e inevitabile
arretramento turistico. Il mare di Ponza
è in parte vietato, in parte abusato,
in parte ammirato ma non è quasi mai
rispettato. Cala Inferno è franata e le
‘parracine’ costruite con tanta fatica e
il prezzo di tante vite per ospitare
vitigni e cereali sono coperte da rovi
selvatici. I pescatori, perseguitati da
una valanga di leggi e decreti sono
sempre più ridotti nel numero e pirati
nella sostanza, facendo mancare
all’isola il fascino di un mestiere che
ha visto i marinai ponzesi protagonisti
di una cultura della pesca, esportata in
tutto il mediterraneo, che ha alimentato
preziose tradizioni gastronomiche
per cui l’isola era ricordata da ‘bonne
v iva n t e ’ di mezzo mondo. I provvedimenti
degli ultimi anni, che hanno
sconvolto le attività del porto di Ponza,
sono un esempio della insostenibilità
di un modo di agire ‘casuale’ che
procede per accontentare la voracità
di singoli operatori senza tener conto
di uno sviluppo armonico dell’econo -
mia dell’isola. Quasi due anni di continue
riunioni e milioni di consulenze
non hanno prodotto un piano organico,
che azzerasse la situazione precedente
e rimettesse l’isola in condizioni
di poter affrontare, in armonia con
le leggi e le esigenze del suo sviluppo
economico, l’utilizzo virtuoso delle
sue risorse naturali, nel quale rispettare
e compenetrare le esigenze di chi
vive il mare e di chi abita la terra. E’
il momento di decidere, assumendosene
tutte le responsabilità da parte di
chi ne ha il potere, se Ponza dovrà
diventare un villaggio turistico gestito
da pochi speculatori alcuni mesi
dell’anno o se Ponza merita di essere
un territorio con una sua economia e
una sua cultura, capace di dare lavoro
e formazione ai suoi figli e ai tanti che
vengono a cercare lavoro anche da
fuori. Un momento di crisi economica
come quello che stiamo vivendo è
l’occasione giusta per ripensare un
utilizzo efficace delle risorse e questo
chiediamo agli organi che governano
e che decidono sul nostro territorio

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