<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Partito Democratico di Ponza &#187; Eventi</title>
	<atom:link href="http://www.partitodemocraticoponza.it/category/eventi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.partitodemocraticoponza.it</link>
	<description>Il punto di riferimento della politica ponzese</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Jul 2010 21:45:07 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Bentornato, Longagnani!</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/10/09/bentornato-longagnani/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/10/09/bentornato-longagnani/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 20:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=318</guid>
		<description><![CDATA[Domani mattina, venerdì 10 ottobre, alle 7,30 giungerà alla stazione di Formia in vagone letto il confinato politico Gino Longagnani, proveniente da Racconigi (Cuneo). A riceverlo ci saranno il coordinatore dei circolo del PD di Formia Francesco Carta e il coordinatore del PD di Ponza Gino Usai, insieme al un delegato del Sindaco del Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-318"></span>Domani mattina, venerdì 10 ottobre, alle 7,30 giungerà alla stazione di Formia in vagone letto il confinato politico Gino Longagnani, proveniente da Racconigi (Cuneo). A riceverlo ci saranno il coordinatore dei circolo del PD di Formia Francesco Carta e il coordinatore del PD di Ponza Gino Usai, insieme al un delegato del Sindaco del Comune di Formia.</p>
<p>Alle ore 9 s&#8217;imbarcherà per Ponza, dove sarà ricevuto dal Delegato alla Cultura del Comune di Ponza Enzo Di Giovanni, dalla Vice Coordinatrice del Partito Democratico di Ponza Assunta Scarpati, e da Curcio Temistocle, figura storica ed emblematica della sinistra ponzese che ha vissuto gli anni del Confino Politico e ha conosciuto personalmente decine e decine di confinati politici.</p>
<p>Longagnani verrà ricevuto in Comune e poi visiterà i Cameroni e i luoghi del confino. In serata sarà ospite del Partito Democratico di Ponza che lo festeggerà con un <em>bouffet</em> in suo onore.</p>
<p> </p>
<p>Arrestato dal regime fascista il 22 febbraio del 1932 per organizzazione comunista, Longagnani venne incarcerato a Castelfranco Emilia ove rimase fino all&#8217;inizio del 1933. Venne poi trasferito nel carcere di Regina Coeli e successivamente a Reggio Emilia.<br />
Infine giunse a Poggioreale, per essere trasferito, dopo pochi giorni, nell&#8217;ergastolo di S. Stefano e quindi a Ponza, dove rimase fino  al 1939, quando la colonia confinaria venne trasferita a Ventotene, e i confinati concentrati lì, fino alla liberazione avvenuta nell&#8217;agosto del 1943.<br />
E&#8217; stato compagno di Sandro Pertini, Giorgio Amendola, Luigi Longo e Umberto Terracini.<br />
Longagnani ha espresso il desiderio di fare ritorno a Ponza, dopo ben 69 anni, per visitare i Cameroni  nei quali è stato imprigionato per sei lunghi anni. Oggi i Cameroni sono adibiti a Museo, all&#8217;interno del quale è in fase di allestimento una stanza dedicata alla memoria dei confinati politici.</p>
<p> </p>
<p><strong>Benvenuto Gino Longagnani, la Ponza democratica ti saluta con grande rispetto e riconoscenza.</strong><br />
Partito Democratico</p>
<p>Federazione Provinciale &#8211; Circolo territoriale di Ponza</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/10/09/bentornato-longagnani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Torri Gemelle</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/09/11/le-torri-gemelle/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/09/11/le-torri-gemelle/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 18:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=290</guid>
		<description><![CDATA[Nell&#8217;attacco terroristico di al-Qa&#8217;ida alle  Torri Gemelle dell&#8217;11 Settembre 2001 le vittime furono 2974 (più i 19 terroristi) e 24 dispersi. 246 erano sui quattro aeroplani, 2603 a New York e 125 al Pentagono. Più di 90 i paesi hanno perso cittadini in quell&#8217;attacco.
 
Una tragedia  devastante che ha lasciato perplesso e intimorito il mondo intero.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-290"></span>Nell&#8217;attacco terroristico di <em>al-Qa&#8217;ida</em> alle  Torri Gemelle dell&#8217;11 Settembre 2001 le vittime furono 2974 (più i 19 terroristi) e 24 dispersi. 246 erano sui quattro aeroplani, 2603 a New York e 125 al Pentagono. Più di 90 i paesi hanno perso cittadini in quell&#8217;attacco<em>.</em></p>
<p> </p>
<p>Una tragedia  devastante che ha lasciato perplesso e intimorito il mondo intero.</p>
<p>Il simbolo dell&#8217;America ridotto in cenere, con il suo carico di morte e di lutto.</p>
<p>Non ci sono parole per commentare. Il silenzio e un appropriato esame di coscienza dovrebbe investire tutti noi e poi domandarci seriamente: verso quale abisso orrendo stiamo spingendo questo mondo?</p>
<p>La risposta dell&#8217;America è stata rabbiosa e devastante. La vendetta. Ma non è stato un occhio per occhio dente per dente: è stata una mattanza!</p>
<p>La sciagurata guerra in Iraq è costata, solo agli americani, altri 4000 morti, tutti militari. Più delle Torri Gemelle!</p>
<p>La vendetta americana è costata agli innocenti iracheni, soprattutto bambini, donne, vecchi, gente normale, più di 600 mila morti. E vorrei aggiungerci anche i 19 militari italiani caduti a Nassyria.</p>
<p>Riporto a tal proposito quanto riportato dal &#8220;Corriere della sera&#8221; due anni fa:</p>
<p><em>&#8220;Dal marzo 2003 a luglio 2006 la guerra in Iraq ha provocato la morte di 601.027 civili iracheni. La cifra in realtà è una media tra un minimo di 426.369 decessi e un massimo di 793.663. Si tratta del più accurato studio sui devastanti effetti della guerra sulla popolazione civile, condotto dalla Scuola medica Bloomberg dell&#8217;Università Johns Hopkins, che sarà pubblicato dalla rivista di medicina inglese «Lancet» e che è stato anticipato mercoledì dal «New York Times».&#8221;</em></p>
<p> </p>
<p><strong>La guerra porta altra guerra, i morti altri morti. E&#8217;</strong><strong> valsa la pena farla? Il terrorismo non è stato sconfitto e i morti non torneranno.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Io ero sentimentalmente legato alle torri gemelle, perché sono state costruite anche con il duro lavoro degli operai i ponzesi emigrati a New York. Lavoravano alle fondazioni, e quale soddisfazione e orgoglio nei loro cuori nel vedere impiegati per le trivellazioni i sacchetti di caolino provenienti dalla miniera di Ponza.</p>
<p>Ci auguriamo che  le torri gemelle vengano nuovamente ricostruite, anche senza operai e caolino ponzesi.</p>
<p>Speriamo soprattutto che insieme alle torri si ricostruisca  un  mondo di pace e di prosperità per tutti.</p>
<p>Gino Usai</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/09/11/le-torri-gemelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;altro &#8216;68</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/21/laltro-68/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/21/laltro-68/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 11:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=245</guid>
		<description><![CDATA[La primavera di Praga
Nel corso degli anni Sessanta in Cecoslovacchia si cominciavano a percepire segni di crescente malcontento verso il regime comunista.   Alexander Dubček, eletto nel gennaio del 1968 segretario generale del PCC, colse questi segni di malcontento ed avviò una politica di riforme con l&#8217;intento di realizzare nel paese un  &#8220;Socialismo dal volto umano&#8221;, Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-245"></span>La primavera di Praga</p>
<p>Nel corso degli anni Sessanta in Cecoslovacchia si cominciavano a percepire segni di crescente malcontento verso il regime comunista.   <span style="color: #000000;">Alexander Dubček</span>, eletto nel gennaio del 1968 segretario generale del PCC, colse questi segni di malcontento ed avviò una politica di riforme con l&#8217;intento di realizzare nel paese un  <em>&#8220;Socialismo dal volto umano&#8221;</em>, Il progetto era di mantenere il sistema economico collettivista affiancandovi una maggiore libertà politica (con la possibilità di creare partiti non alleati al partito comunista), di stampa e di espressione. Tutte queste riforme furono sostenute dalla grande maggioranza del paese, compresi gli operai. Ciononostante questa politica di riforme venne vista dalla dirigenza sovietica come una grave minaccia all&#8217;egemonia dell&#8217;URSS sui paesi del blocco orientale, e quindi come una minaccia alla sicurezza stessa dell&#8217;Unione Sovietica. La Cecoslovacchia, era al centro dello schieramento difensivo del Patto di Varsavia e una sua eventuale defezione non poteva essere tollerata in periodo di Guerra Fredda.<a name="Politica_estera_dell.27Unione_Sovietica"></a> La dirigenza sovietica dapprima usò tutti i mezzi diplomatici possibili per fermare o limitare le riforme portate avanti da Dubček , poi, vista l&#8217;inutilità di questi tentativi diede inizio all&#8217;invasione militare.</p>
<p>La stagione delle riforme ebbe bruscamente termine nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968, quando una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati invase il paese. Il grosso dell&#8217;esercito cecoslovacco, forte di 11 o 12 divisioni, obbedendo ad ordini segreti del Patto di Varsavia, era stato schierato alla frontiera con l&#8217;allora Germania Ovest, per agevolare l&#8217;invasione e impedire l&#8217;arrivo di aiuti dall&#8217;occidente.</p>
<p><a name="Conseguenze_dell.27occupazione"></a>Simbolo della resistenza anti-sovietica di Praga divenne lo studente in filosofia Jan Palach, il quale aveva fondato un gruppo politico antisovietico, e in segno di protesta per l&#8217;invasione  il 16 marzo 1969 decise di cospargersi il corpo di benzina in piazza San Venceslao a Praga, appiccando il fuoco con un accendino. Morì tre giorni dopo. Ai funerali parteciparono 600 mila persone provenienti da tutto il Paese.</p>
<p>Tra le dichiarazioni trovate nei quaderni di Jan Palach, spicca la seguente: &#8220;<em>Poiché i nostri popoli sono sull&#8217;orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l&#8217;onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana. Noi esigiamo l&#8217;abolizione della censura e la proibizione di </em><em>Zpravy (&#8220;Zpravy vuol dire &#8220;Notiziario&#8221; &#8211; il giornale delle forze d&#8217;occupazione sovietiche). Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s&#8217;infiammerà</em>&#8220;.</p>
<p>Dopo il crollo del comunismo e la caduta del Muro di Berlino, la sua figura fu rivalutata: nel 1990 il presidente Václav Havel gli dedicò una lapide per commemorare il suo sacrificio in nome della libertà. Oggi, molte associazioni studentesche, anche di sinistra, lo ricordano come una persona morta in nome dei suoi ideali, e non sono pochi i circoli di giovani dedicati a Jan Palach.</p>
<p>Francesco Guccini, gli dedicò una canzone intitolata <em>Primavera di Praga</em> in cui il giovane studente viene paragonato al famoso pensatore e riformatore religioso boemo <em>Jan Hus </em>condannato per eresia e bruciato sul rogo nel 1415.</p>
<p><strong>Primavera di Praga</strong></p>
<p>antichi fasti la piazza vestita<br />
grigia guardava la nuova sua vita:<br />
come ogni giorno la notte arrivava,<br />
frasi consuete sui muri di Praga.</p>
<p>Ma poi la piazza fermò la sua vita<br />
e breve ebbe un grido la folla smarrita<br />
quando la fiamma violenta ed atroce<br />
spezzò gridando ogni suono di voce.</p>
<p>Son come falchi quei carri appostati;<br />
corron parole sui visi arrossati,<br />
corre il dolore bruciando ogni strada<br />
e lancia grida ogni muro di Praga.</p>
<p>Quando la piazza fermò la sua vita<br />
sudava sangue la folla ferita,<br />
quando la fiamma col suo fumo nero<br />
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,</p>
<p>quando ciascuno ebbe tinta la mano,<br />
quando quel fumo si sparse lontano<br />
Ján Hus di nuovo sul rogo bruciava<br />
all&#8217;orizzonte del cielo di Praga.</p>
<p>Dimmi chi sono quegli uomini lenti<br />
coi pugni stretti e con l&#8217;odio fra denti;<br />
dimmi chi sono quegli uomini stanchi<br />
di chinar la testa e di tirare avanti;</p>
<p>dimmi chi era che il corpo portava,<br />
la città intera che lo accompagnava:<br />
la città intera che muta lanciava<br />
una speranza nel cielo di Praga.</p>
<p>dimmi chi era che il corpo portava,<br />
la città intera che lo accompagnava:<br />
la città intera che muta lanciava<br />
una speranza nel cielo di Praga.</p>
<p>Gino Usai</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/21/laltro-68/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giornata Mondiale della Gioventù</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/20/giornata-mondiale-della-gioventu/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/20/giornata-mondiale-della-gioventu/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 19:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=240</guid>
		<description><![CDATA[
Il Papa alla GMG
Benedetto XVI ai 500 mila giovani radunati a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù ha detto:
&#8220;Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-240"></span></p>
<p align="center"><strong>Il Papa alla GMG</strong></p>
<p>Benedetto XVI ai 500 mila giovani radunati a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù ha detto:</p>
<p>&#8220;Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte (&#8230;) Vedono la povertà e l&#8217;ingiustizia e desiderano trovare soluzioni(&#8230;) Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l&#8217;esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all&#8217;ambiente naturale <strong>dall&#8217;avidità umana</strong> e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;uomo conta più dell&#8217;ambiente&#8221;.</strong> Il papa ha messo in evidenza il rischio di assolutizzare l&#8217;impegno in difesa della natura perdendo di vista che quello che conta di più: la vita e la dignità dell&#8217;uomo, posto da Dio come &#8220;vertice del creato&#8221;. Per il  papa &#8220;le ferite che segnano la superficie della terra: l&#8217;erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un <strong><em>insaziabile consumismo</em></strong>&#8221; non devono farci perdere di vista che &#8220;non solo l&#8217;ambiente naturale, ma anche quello sociale, ha le sue cicatrici; ferite che stanno a indicare che qualcosa non è a posto. Anche qui possiamo incontrare un veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono e distorcere lo scopo per il quale siamo stati creati&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Violenza come divertimento in tv e su internet&#8221;. </strong>&#8220;Gli esempi abbondano, come voi ben sapete (&#8230;) Fra i più in evidenza vi sono<strong> <em>l&#8217;abuso di alcool e di droghe, l&#8217;esaltazione della violenza e il degrado sessuale</em></strong><em>,</em> presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Grembo materno luogo di violenza indicibile&#8221;.</strong> Dobbiamo chiederci &#8220;quale posto hanno nelle nostre società i poveri, i vecchi, gli immigranti, i privi di voce. Come può essere che la violenza domestica tormenti tante madri e bambini? Come può essere che <em><strong>lo spazio umano più mirabile e sacro</strong></em>, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile? (&#8230;) Senza una profonda riflessione sull&#8217;innata dignità di ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale non si comprendono le preoccupazioni per non violenza, sviluppo sostenibile, giustizia e pace, cura ambiente (&#8230;) Il nostro cuore e la nostra mente anelano a una visione della vita dove regni l&#8217;amore e dove l&#8217;identità sia trovata in una comunione rispettosa. Sia questo il messaggio che voi portate da Sydney al mondo&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;C&#8217;è chi vorrebbe lasciare Dio in panchina&#8221;. </strong>&#8220;Vi sono molti, oggi, che pretendono che Dio debba essere lasciato in panchina e che la religione e la fede, per quanto accettabili sul piano individuale, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici (&#8230;) questa visione secolarizzata tenta di spiegare la vita umana e di plasmare la società con nessun riferimento al creatore&#8221;, anche se &#8220;si presenta come una forza neutrale, imparziale e rispettosa di ciascuno, in realtà, come ogni ideologia, impone una visione globale (&#8230;) Se Dio è irrilevante nella vita pubblica  allora la società potrà essere plasmata secondo un&#8217;immagine priva di Dio, e il dibattito e la politica riguardanti il bene comune saranno condotti più alla luce delle conseguenze che dei principi radicati nella verità (&#8230;) Quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l&#8217;ordine naturale, lo scopo e il bene comincia a svanire. Ciò che ostentatamente è stato promosso come umana ingegnosità si è ben presto manifestato come <strong><em>follia, avidità e sfruttamento egoistico</em></strong>.</p>
<p>Ai giovani Benedetto XVI ha lanciato un appello contro &#8220;l&#8217;indifferenza&#8221;, la &#8220;stanchezza spirituale&#8221;, il &#8220;<strong><em>cieco conformismo allo spirito di questo tempo</em></strong>&#8220;. A loro ha chiesto di essere &#8220;profeti&#8221; e dare vita a una &#8220;nuova generazione di cristiani&#8221; per la &#8220;edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta&#8221;, in modo da potersi opporre al &#8220;deserto spirituale&#8221; che nelle nostre società convive con la &#8220;prosperità materiale&#8221;.</p>
<p>Il Papa ha auspicato la nascita di una nuova era, nella quale sia protagonista <strong><em>&#8220;un amore non avido ed egoista, ma puro, fedele e sinceramente libero, aperto agli altri, rispettoso della loro dignità&#8230;&#8221;.</em></strong> &#8220;Una nuova era &#8211; ha aggiunto il Pontefice &#8211; nella quale la speranza ci liberi dalla superficialità, dall&#8217;apatia e dalla chiusura che mortificano le nostre anime e avvelenano i rapporti umani&#8221;.</p>
<p>La prossima Giornata mondiale della gioventù si svolgerà a Madrid nel 2011. Gino Usai</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/20/giornata-mondiale-della-gioventu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>S. Lucia</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/17/s-lucia/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/17/s-lucia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 11:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=229</guid>
		<description><![CDATA[
65° Anniversario affondamento S. Lucia (24 Luglio 1943)
 
24 Luglio 2008:
ore 8,30 partenza da Ponza per Ventotene
ore 10,30 S. Messa in suffragio delle vittime del S. Lucia nella chiesa di S. Candida in Ventotene.
A seguire, presso il Monumento ai caduti, benedizione della corona d&#8217;alloro che verrà affidata ai sub che la depositeranno sul relitto della nave.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-229"></span>
<p align="center">65° Anniversario affondamento S. Lucia (24 Luglio 1943)</p>
<p> </p>
<p>24 Luglio 2008:</p>
<p>ore 8,30 partenza da Ponza per Ventotene</p>
<p>ore 10,30 S. Messa in suffragio delle vittime del S. Lucia nella chiesa di S. Candida in Ventotene.</p>
<p>A seguire, presso il Monumento ai caduti, benedizione della corona d&#8217;alloro che verrà affidata ai sub che la depositeranno sul relitto della nave.</p>
<p>Per gli intervenuti sarà a disposizione la nave della Caremar.</p>
<p>Faranno corona all&#8217;evento la presenza in mare di mezzi navali 2MM/VV CP S200 di Fiumicino e una M/V 2000 di Ponza, motovedette dei Carabinieri e della Finanza.</p>
<p>Al termine della commemorazione rientro a Ponza con i mezzi di linea.</p>
<p> </p>
<p>Ore 21,30 Inizio cerimonia con saluto del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto A.I.C. Pollastrini.</p>
<p>Consegna targa-ricordo.</p>
<p>Proiezione del documentario storico realizzato sulla vicenda del S. Lucia in località Mamozio.</p>
<p> </p>
<p align="center">LA CITTADINANZA E&#8217; INVITATA TUTTA A PARTECIPARE</p>
<p style="text-align: left;">A cura del Comitato Famiglie vittime del S. Lucia</p>
<p style="text-align: left;">col Patrocinio della Regione Lazio, Provincia di Latina, Arcipelago Isole Ponziane e Comune di Ponza</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/07/17/s-lucia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bob Kennedy</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/06/bob-kennedy/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/06/bob-kennedy/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 16:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=205</guid>
		<description><![CDATA[di Gino Usai
Il 5 giugno 1968 , quarant’anni fa, mentre Bob Kennedy festeggiava all&#8217;Ambassador Hotel di Los Angeles la vittoria alle primarie per il Partito Democratico insieme ai suoi  sostenitori, nella cucina dell&#8217;hotel venne colpito al cuore da alcuni colpi di pistola sparati da Sirhan B. Sirhan, un giordano di origine palestinese. Morì all&#8217;alba del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Gino Usai<span id="more-205"></span></p>
<h3 style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 11.7pt; text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 14pt; color: windowtext; font-family: Garamond; mso-bidi-font-weight: bold;">Il 5 giugno 1968 , quarant’anni fa, mentre Bob Kennedy festeggiava all&#8217;<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Ambassador Hotel </em>di Los Angeles la vittoria alle primarie per il Partito Democratico insieme ai suoi<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>sostenitori, nella cucina dell&#8217;hotel venne colpito al cuore da alcuni colpi di pistola sparati da Sirhan B. Sirhan, un giordano di origine palestinese. Morì all&#8217;alba del 6 giugno, all&#8217;età di 42 anni. Le sue ultime parole, pronunciate subito dopo essere stato colpito e poco prima di perdere conoscenza, erano state: &#8220;Gli altri stanno tutti bene?&#8221;. L&#8217;assassino fu subito arrestato e poi condannato. </span></h3>
<h3 style="margin: 0cm 16.75pt 0pt 11.7pt; text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 14pt; color: windowtext; font-family: Garamond; mso-bidi-font-weight: bold;"> </span></h3>
<h3 style="margin: 0cm 16.75pt 0pt 11.7pt; text-align: center;"><span style="font-size: 14pt; color: windowtext; font-family: Garamond;">Il nostro benessere</span></h3>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-indent: 18pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle […]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><em><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Robert Kennedy</span></em><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"></span></em></p>
<p style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Riponiamo oggi in Barak Obama il sogno di avere un’America migliore. Un mondo migliore.</span></p>
<p style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm -4.1pt 0pt 9pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: Garamond;">Gino Usai</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/06/bob-kennedy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E fu il Sessantotto</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/03/e-fu-il-sessantotto/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/03/e-fu-il-sessantotto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 16:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=201</guid>
		<description><![CDATA[La Battaglia di Valle Giulia 
Il 29 febbraio del 1968 gli studenti occuparono la facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma. Il Rettore chiamò la polizia e la fece sgomberare.
Il giorno dopo un corteo di  circa 4000 studenti si mobilitò con l&#8217;intento di liberare la facoltà dalla polizia. Quando i giovani si avvicinarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-201"></span><strong>La Battaglia</strong><strong> di Valle Giulia</strong><strong> </strong></p>
<p>Il 29 febbraio del 1968 gli studenti occuparono la facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma. Il Rettore chiamò la polizia e la fece sgomberare.</p>
<p>Il giorno dopo un corteo di  circa 4000 studenti si mobilitò con l&#8217;intento di liberare la facoltà dalla polizia. Quando i giovani si avvicinarono all&#8217;Università  un gruppo di poliziotti afferrò uno studente e iniziò a picchiarlo; la reazione dei giovani fu immediata. E iniziò la rivoluzione. Gli scontri si estesero in tutta l&#8217;area universitaria. Fu una battaglia campale. Alla fine si registrarono 148 feriti tra le forze dell&#8217;ordine e 478 tra gli studenti. Ci furono 4 arrestati e 228 fermati. Otto automezzi della polizia  incendiati, cinque pistole furono sottratte agli agenti.</p>
<p>Tra i partecipanti agli scontri di Valle Giulia vi furono il regista Paolo Pietrangeli, Giuliano Ferrara (che rimase ferito), Paolo Liguori, Aldo Brandirali e Oreste Scalzone.</p>
<p>Le manifestazioni studentesche si diffusero in tutta Italia, in Francia e in molti altri Paesi del mondo.</p>
<p>I giovani studenti chiedevano uno &#8220;svecchiamento&#8221; degli studi superiori e dell&#8217;università, invocavano condizioni che favorissero l&#8217;accesso agli studi anche ai meno abbienti ed eliminassero la selezione; volevano fortemente la fine delle &#8220;baronie&#8221; e dei privilegi. Uno dei loro obbiettivi politici da colpire era il PCI, accusato di essersi imborghesito e di non aver portato avanti la rivoluzione proletaria. E fu un errore.</p>
<p>I loro slogan erano: &#8220;Proibito proibire&#8221; &#8211; &#8220;Sii realista, chiedi l&#8217;impossibile&#8221; &#8211; &#8220;Ce n&#8217;est qu&#8217;un début, continuons le combat!&#8221; («Non è che l&#8217;inizio, continuiamo a combattere!») &#8211; &#8220;Facciamo l&#8217;amore non la guerra&#8221; -</p>
<p>Volevano portare l&#8217;immaginazione al potere. Ma il potere se lo tenne ben stretto la borghesia, che grazie alle lotte studentesche svecchiò una società ancora ingessata in vecchi schemi mentali e leggi morali. L&#8217;industria del consumo cominciava ad imporre le sue regole, ed erano regole di libertà. In tutti i sensi.</p>
<p>Solo Pasolini capì il significato profondo della rivolta studentesca (al di là degli intenti dichiarati), e rivolgendosi ai giovani  disse che la loro era una falsa rivoluzione e che essi erano solamente dei borghesi conformisti, strumenti nelle mani della nuova borghesia: <strong><em>«</em></strong><em> Ho passato la vita a odiare i vecchi borghesi moralisti, e adesso, precocemente devo odiare anche i loro figli&#8230; La borghesia si schiera sulle barricate contro se stessa, i &#8220;figli di papà&#8221; si rivoltano contro i &#8220;papà&#8221;. La meta degli studenti non è più la Rivoluzione ma la guerra civile. Sono dei borghesi rimasti tali e quali come i loro padri, hanno un senso legalitario della vita, sono profondamente conformisti. Per noi nati con l&#8217;idea della Rivoluzione sarebbe dignitoso rimanere attaccati a questo ideale. <strong>»</strong></em></p>
<p>E nella famosa poesia <em>Il Pci ai giovani!!, </em>scrisse:<strong></strong></p>
<p>.</p>
<p><em>&#8220;È triste. La polemica contro</em><em><br />
</em><em>il PCI andava fatta nella prima metà</em><em><br />
</em><em>del decennio passato. Siete in ritardo, figli.</em><em><br />
</em><em>E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati&#8230;</em><em><br />
</em><em>Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi</em><em><br />
</em><em>quelli delle televisioni)</em><em><br />
</em><em>vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio</em><em><br />
</em><em>delle Università) il culo. Io no, amici.</em><em><br />
</em><em>Avete facce di figli di papà.</em><em><br />
</em><em>Buona razza non mente.</em><em><br />
</em><em>Avete lo stesso occhio cattivo.</em><em><br />
</em><em>Siete paurosi, incerti, disperati</em><em><br />
</em><em>(benissimo) ma sapete anche come essere</em><em><br />
</em><em>prepotenti, ricattatori e sicuri:</em><em><br />
</em><em>prerogative piccoloborghesi, amici.</em><em><br />
</em><em>Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte</em><em><br />
</em><em>coi poliziotti,</em><em><br />
</em><em>io simpatizzavo coi poliziotti!</em><em><br />
</em><em>Perché i poliziotti sono figli di poveri.</em><em><br />
</em><em>Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.</em><em><br />
</em><em>Quanto a me, conosco assai bene</em><em><br />
</em><em>il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,</em><em><br />
</em><em>le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,</em><em><br />
</em><em>a causa della miseria, che non dà autorità.</em><em><br />
</em><em>La madre incallita come un facchino, o tenera,</em><em><br />
</em><em>per qualche malattia, come un uccellino;</em><em><br />
</em><em>i tanti fratelli, la casupola</em><em><br />
</em><em>tra gli orti con la salvia rossa (in terreni</em><em><br />
</em><em>altrui, lottizzati); i bassi</em><em><br />
</em><em>sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi</em><em><br />
</em><em>caseggiati popolari, ecc. ecc.</em><em><br />
</em><em>E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,</em><em><br />
</em><em>con quella stoffa ruvida che puzza di rancio</em><em><br />
</em><em>fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,</em><em><br />
</em><em>e lo stato psicologico cui sono ridotti</em><em><br />
</em><em>(per una quarantina di mille lire al mese):</em><em><br />
</em><em>senza più sorriso,</em><em><br />
</em><em>senza più amicizia col mondo,</em><em><br />
</em><em>separati,</em><em><br />
</em><em>esclusi (in una esclusione che non ha uguali);</em><em><br />
</em><em>umiliati dalla perdita della qualità di uomini</em><em><br />
</em><em>per quella di poliziotti (l&#8217;essere odiati fa odiare).</em><em><br />
</em><em>Hanno vent&#8217;anni, la vostra età, cari e care.</em><em><br />
</em><em>Siamo ovviamente d&#8217;accordo contro l&#8217;istituzione della polizia.</em><em><br />
</em><em>Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!</em><em><br />
</em><em>I ragazzi poliziotti</em><em><br />
</em><em>che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione</em><em><br />
</em><em>risorgimentale)</em><em><br />
</em><em>di figli di papà, avete bastonato,</em><em><br />
</em><em>appartengono all&#8217;altra classe sociale.</em><em><br />
</em><em>A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento</em><em><br />
</em><em>di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte</em><em><br />
</em><em>della ragione) eravate i ricchi,</em><em><br />
</em><em>mentre i poliziotti (che erano dalla parte</em><em><br />
</em><em>del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,</em><em><br />
</em><em>la vostra! In questi casi,</em><em><br />
</em><em>ai poliziotti si danno i fiori, amici.</em></p>
<p><em>(&#8230;)</em></p>
<p>Sono passati 40 anni da quegli eventi, e niente più è lo stesso.</p>
<p>Ora siamo qui ad interrogarci se fu tutto giusto. Se è valsa la pena mettere a soqquadro un mondo,distruggere antiche strutture sociali, antichi valori, culture particolari e spianare la strada alla modernità.</p>
<p>Interroghiamoci pure. Ma forse è troppo tardi.</p>
<p>Gino Usai</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/03/e-fu-il-sessantotto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>S. Erasmo</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/02/s-erasmo/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/02/s-erasmo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 08:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=197</guid>
		<description><![CDATA[di Gino Usai
Durante la persecuzione di Diocleziano (243-313) , Erasmo, vescovo di Antiochia, venne arrestato, e  posto nel carcere in catene, ma un angelo lo liberò e lo condusse a Ochrida,  nell&#8217;odierna Bulgaria, a quattro giorni di viaggio da Smirne.
Erasmo fu interrogato e torturato, ma, ancora una volta, un angelo sciolse le sue catene e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partitodemocraticoponza.it/wp-content/uploads/2008/06/351px-nicolas_poussin_0101.jpg"></a><a href="http://www.partitodemocraticoponza.it/wp-content/uploads/2008/06/urna.jpg"></a>di Gino Usai</p>
<p><span id="more-197"></span>Durante la persecuzione di Diocleziano (243-313) , Erasmo, vescovo di Antiochia, venne arrestato, e  posto nel carcere in catene, ma un angelo lo liberò e lo condusse a Ochrida,  nell&#8217;odierna Bulgaria, a quattro giorni di viaggio da Smirne.</p>
<p>Erasmo fu interrogato e torturato, ma, ancora una volta, un angelo sciolse le sue catene e gli ordinò di raggiungere il porto di Durazzo per imbarcarsi. Da lì raggiunse Formia, dove venne catturato e poi martirizzato con lo sventramento dell&#8217;intestino avvolto ad un argano.</p>
<p><a name="Dopo_la_morte"></a>Fu sepolto dal vescovo formiano Probo, nei pressi dell&#8217;anfiteatro. Quando nel corso dell&#8217;842 le orde  saracene  si abbatterono sulle coste del Lazio, i formiani per non farlo cadere in mani sacrileghe, traslarono le sue reliquie a Gaeta e le nascosero in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. S.Erasmo fu così proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie.</p>
<p> Nell&#8217;813 i saraceni avevano già devastato Ponza e messo in fuga  i monaci benedettini che custodivano gelosamente il sepolcro di S. Silverio. Anche i monaci di Ponza per non far cadere i resti di S. Silverio nelle mani dei barbari,  traslarono le sue reliquie in S. Alesio a Roma.</p>
<p>Ancora oggi i fedeli  invocano S. Erasmo per guarire le malattie dell&#8217;intestino, poiché nel martirio gli furono strappate le viscere. I marinai e i pescatori lo ritengono protettore del mare e un tempo lo veneravano con il nome di Elmo.</p>
<p> Il 29 Aprile 2008, dopo circa 400 anni, il nuovo Arcivescovo di Gaeta mons. Fabio Bernardo D&#8217;Onofrio ha ordinato una ricognizione dell&#8217;urna contenente le reliquie di S. Erasmo, posta nella cripta della Cattedrale di Gaeta.</p>
<p>Così, venerdì 30 Maggio 2008, in pompa magna, le reliquie di S. Erasmo, raccolte nel prezioso sarcofago di marmo, sono state riportate a Formia, dopo 1200 anni.</p>
<p>Una processione immensa, animata dagli  sbandieratori di Minturno e con il sindaco di Formia in testa, ha accompagnato la statua di S. Erasmo alla banchina  &#8221;Azzurra&#8221; per accogliere le reliquie del santo, giunte da Gaeta con la goletta &#8220;Sant&#8217;Elena&#8221;, scortate dai cavalieri di Malta e dalle autorità  militari. L&#8217;applauso della folla e un&#8217;intensa batteria di fuochi pirotecnici hanno accolto lo sbarco dell&#8217;Arcivescovo D&#8217;Onofrio con l&#8217;urna del santo. La processione ha poi raggiunto in fiaccolata, sul fare della sera, tra canti e preghiere, la chiesa di S. Erasmo.</p>
<p>Dopo due giorni di pellegrinaggio alle reliquie del Santo, domenica 1 Giugno alle 19, il popolo di Formia in  processione  ha accompagnato dalla Chiesa di S. Erasmo verso la banchina &#8220;Azzurra&#8221; le spoglie del Santo Patrono. Qui il sarcofago è stato nuovamente imbarcato  sulla goletta &#8220;S. Elena&#8221; per far ritorno in Cattedrale, seguita dalla motonave della Caremar stracolma di fedeli, con le autorità civili e militari al seguito.</p>
<p>Si è conclusa così un&#8217;intensissima cerimonia religiosa che ha visto ritornare dopo 1200 anni le spoglie di S. Ersamo a Formia, sul luogo del martirio.</p>
<p> <a href="http://www.partitodemocraticoponza.it/wp-content/uploads/2008/06/351px-nicolas_poussin_0101.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-199" title="351px-nicolas_poussin_0101" src="http://www.partitodemocraticoponza.it/wp-content/uploads/2008/06/351px-nicolas_poussin_0101-175x300.jpg" alt="Il dipinto in basso raffigura Erasmo, vescovo di Formia, mentre subisce il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano nel 303 d.C." width="175" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 9pt; font-family: Arial;">Il dipinto <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>raffigura Erasmo, vescovo di Formia, mentre subisce il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano nel 303 d.C.<br />
Il pittore rappresenta il martire in primo piano, un sacerdote che indica la statua di Ercole (l&#8217;idolo pagano che Erasmo aveva rifiutato di adorare subendo per questo il martirio sulla pubblica piazza), un soldato romano a cavallo incaricato dell&#8217;esecuzione, il carnefice che estrae l&#8217;intestino facendolo arrotolare intorno a un argano da marinai, un frammento di architettura classica e angeli che scendono verso la vittima recando la palma e la corona, simboli del martirio. Tale composizione divenne un vero e proprio prototipo per le successive rappresentazioni di episodi di martirio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span class="a041"><span style="font-size: 9pt; mso-bidi-font-family: Arial;"><span style="font-family: Verdana;"> </span></span></span></p>
<p><a href="http://www.partitodemocraticoponza.it/wp-content/uploads/2008/06/urna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-200" title="urna" src="http://www.partitodemocraticoponza.it/wp-content/uploads/2008/06/urna-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>L&#8217;urna di S. Ersamo sta per fare ritorno nella Cattedrale di Gaeta a bordo della goletta &#8220;S. Elena&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/02/s-erasmo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Festa della Repubblica</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/02/festa-della-repubblica/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/02/festa-della-repubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 07:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=196</guid>
		<description><![CDATA[di Gino Usai
I partiti democratici riuniti nel CLNAI che avevano condotto la lotta di Liberazione contro il nazifascismo, per la maggior parte di ispirazione repubblicana, si accordarono  di indire, al termine della guerra e non appena le condizioni generali lo avessero reso possibile, un referendum sulla forma dello stato: monarchia o repubblica.
Insieme a questo referendum, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Gino Usai</p>
<p><span id="more-196"></span>I partiti democratici riuniti nel CLNAI che avevano condotto la lotta di Liberazione contro il nazifascismo, per la maggior parte di ispirazione repubblicana, si accordarono  di indire, al termine della guerra e non appena le condizioni generali lo avessero reso possibile, un referendum sulla forma dello stato: monarchia o repubblica.</p>
<p>Insieme a questo referendum, sarebbe anche stata indetta una votazione per eleggere l&#8217;Assemblea Costituente che avrebbe avuto il compito di  redigere una nuova carta costituzionale.</p>
<p>Così fu fatto. Vinta la guerra, il nuovo governo democratico,  presieduto da Alcide De Gasperi, il 1 marzo  1946 avviò le procedure per la realizzazione del referendum istituzionale &#8220;monarchia o repubblica&#8221;. Il referendum fu indetto per i giorni 2 e 3 giugno, e il 12 marzo furono convocati i comizi elettorali.</p>
<p>Il 9 maggio il re Vittorio Emanuele lasciò l&#8217;Italia per l&#8217;esilio e abdicò a favore di suo figlio Umberto. Il 2 giugno gli italiani si recarono alle urne e per la prima volta nella storia del nostro paese anche le donne ebbero diritto di voto. Il 12 giugno, il governo trasferì i poteri al primo ministro Alcide de Gasperi, che assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato.  Il 13 giugno Umberto di Savoia, dopo aver fatto  un proclama agli italiani, in cui contestava i risultati del referendum, partì in aereo per Lisbona. Il 18 Giugno la Corte di Cassazione proclamò i risultati definitivi del referendum e confermò la vittoria della repubblica con il seguente risultato: <a name="I_risultati"></a>repubblica voti 12.718.641 pari al 54,3%; monarchia voti 10.718.502 pari al 45,7%. Nel nord Italia vinse la repubblica  con il 66,2%; nel  sud la monarchia con il 63,8%.</p>
<p>Nel Lazio si affermò la Monarchia, <strong>ma a Ponza vinse la Repubblica.</strong></p>
<p><strong> </strong>Due anni dopo,  1l 22 marzo l&#8217;Assemblea Costituente approvò la Carta Costituzionale, la legge fondamentale e fondativa dello Stato Italiano, che venne promulgata  dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola  il 27 dicembre 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.</p>
<p><strong>«</strong> L&#8217;Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. <strong>» </strong>(Umberto Terracini, Presidente dell&#8217;Assemblea Costituente, già confinato a Ponza)</p>
<p> Quanto sangue, quanta fatica, quanti sacrifici costò al popolo italiano questa benedetta  Costituzione.</p>
<p> <strong>«</strong> Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. <strong>» </strong>(Piero Calamandrei)</p>
<p> Oggi in molti parlano di riformare la Costituzione. Rivediamola pure in alcune parti, per rendere le procedure di governo più snelle ed efficienti, ma non tocchiamo i principi cardine.</p>
<p><strong>Teniamocela ben stretta al cuore la Costituzione Italiana. Garantisce la nostra libertà e la nostra vita democratica.</strong></p>
<p>Nell&#8217;incontro con gli studenti al  Palazzo Vecchio di Firenze il  31 Marzo scorso, il Presidente della repubblica Giorgio Napoletano ha dichiarato:</p>
<p>&#8220;Ho detto e voglio ripetere qui che oggi &#8211; nel 2008 -in Italia non c&#8217;è più nessuno dei partiti che parteciparono all&#8217;Assemblea Costituente, che si confrontarono, che ebbero divergenze ma che seppero trovare consensi larghissimi perché la Costituzione fu approvata dal 90% dei deputati all&#8217;Assemblea Costituente. Non c&#8217;è più nessuno di quei partiti: e oggi tutte le forze politiche nuove che competono per il governo del paese si riconoscono naturalmente nella Costituzione repubblicana. E voglio aggiungere che questo rappresenta più che mai un patrimonio comune. Nessuna delle forze oggi in campo può rivendicarne in esclusiva l&#8217;eredità né farsene strumento nei confronti di altre. Possono solo, tutte le forze politiche insieme, richiamarsi ai valori e alle regole della Costituzione, e insieme affrontare, con uno sforzo di consenso e d&#8217;intesa, la più larga, i problemi di ogni sua possibile specifica revisione. Vorrei guardare con questa speranza, con questa fiducia al prossimo futuro. Abbiamo bisogno che in Italia ci sia convinzione attorno ai principi e alle regole comuni della Costituzione. Bisogna che ci sia un autentico patriottismo costituzionale &#8211; voglio ripeterlo &#8211; che è parte essenziale del nostro senso della patria, della nazione italiana, e che è parte essenziale del nostro volere e difendere l&#8217;unità nazionale.&#8221;</p>
<p> Gino Usai</p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/06/02/festa-della-repubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bombe a grappolo fuorilegge</title>
		<link>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/05/30/bombe-a-grappolo-fuorilegge/</link>
		<comments>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/05/30/bombe-a-grappolo-fuorilegge/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 16:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.partitodemocraticoponza.it/?p=195</guid>
		<description><![CDATA[di Gino Usai
A Dublino oltre cento nazioni hanno firmato all&#8217;unanimità una bozza di trattato per la messa fuori legge delle micidiali cluster bomb o bombe a grappolo.
La bozza  stabilisce che i Paesi che vi aderiscono avranno otto anni per smettere di costruire, vendere e immagazzinare questo tipo di ordigni. Le bombe a grappolo prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Gino Usai</p>
<p><span id="more-195"></span>A Dublino oltre cento nazioni hanno firmato all&#8217;unanimità una bozza di trattato per la messa fuori legge delle micidiali <em>cluster bomb</em> o bombe a grappolo.</p>
<p>La bozza  stabilisce che i Paesi che vi aderiscono avranno otto anni per smettere di costruire, vendere e immagazzinare questo tipo di ordigni. Le bombe a grappolo prima di esplodere disseminano migliaia di proiettili che rimangono sul terreno. Anche a distanza di decenni restano attivi e producono  molte vittime innocenti, soprattutto tra i bambini, che li raccolgono perché attirati dai loro colori accesi. Sarebbero 13.306 le vittime già accertate, mentre più di 400 milioni di persone sono a rischio.</p>
<p> </p>
<p>Non hanno aderito al trattato:  Stati Uniti, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan.</p>
<p>Questi paesi hanno tutti la bomba atomica. Per loro le <em>cluster bomb</em> sono tric-trac natalizi.<br />
Ora la Convenzione per la messa fuori legge delle <em>cluster bomb</em> sarà firmata il 2 e 3 dicembre a Oslo, in Norvegia. Nel trattato si prevedono anche misure di assistenza per le vittime civili.</p>
<p>Avanti così.</p>
<p> </p>
<p>Gino Usai</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.partitodemocraticoponza.it/2008/05/30/bombe-a-grappolo-fuorilegge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
